Ricetta telematica: niente privacy per i pazienti. Protestano i medici

Redazione DottNet | 01/10/2015 14:55

Il problema per ora riguarda Napoli e l'intera regione. Silvestro Scotti: «In Campania si sta violando la privacy dei pazienti. S’intervenga subito per evitare che i diritti dei cittadini vengano calpestati».Si attenta alla privacy dei pazienti in virtù del risparmio. Medici di Famiglia a rischio querela

«Ci arrivano numerose segnalazioni, di una gravissima violazione della privacy in atto da oggi da parte del Sistema Sogei per la trasmissione della ricetta dematerializzata su richiesta della Regione a danno di tutti i pazienti campani. Come presidente dell’Ordine dei Medici di Napoli e portavoce della Federazione regionale degli Ordini della Campania, che ricordiamo è organo ausiliario dello Stato di garanzia per i cittadini rispetto alla professione medica, ho il dovere di denunciare pubblicamente quanto sta accadendo e di chiedere a chi ne ha competenza di porre immediatamente rimedio».

Questo l’allarme lanciato da Silvestro Scotti sull’entrata in vigore da oggi (1 ottobre) del nuovo sistema di controllo economico per il monitoraggio della spesa sanitaria riferita al decreto commissariale numero 56 del 29/05/2015, uno degli ultimi del governo Caldoro.

«In forza di questa direttiva regionale – prosegue il leader dei medici napoletani - tutti i colleghi della medicina di famiglia che vogliano procedere con la cosiddetta “ricetta dematerializzata” sono costretti ad associare alla prescrizione fatta al paziente anche la diagnosi, pena la non stampa del promemoria o l’obbligo di procedere alla prescrizione con la vecchia ricetta rossa. Questo è gravissimo, e lo è ancor più il fatto che la trasmissione di questo dato sensibile avvenga in automatico senza che né il medico né il paziente ne siano a conoscenza e quest’ultimo abbia espresso il proprio consenso. Peraltro la direttiva regionale avrebbe dovuto riguardare solo alcuni pazienti colpiti per la prima volta da specifiche patologie. Chiedo di rendere pubblico il parere del garante della privacy, se esiste, che rende possibile questa procedura e in assenza che chi di dovere intervenga subito per evitare che il diritto alla privacy dei cittadini venga calpestato. Intanto è mio dovere informare, sia i medici che i cittadini, di quanto non appare evidente nella normalità di una prescrizione dal loro medico di famiglia perché nascosto dalle procedure informatiche con forti responsabilità dei medici e rischi per i cittadini».

«Raccogliendo l’allarme che ci arriva dal territorio, denunciamo che da oggi la privacy dei cittadini/pazienti campani è seriamente a rischio. Non si comprende per quale ragione e con quale autorità i gestionali (le software house parte del Sistema Sogei per la trasmissione della ricetta dematerializzata) stanno acquisendo in maniera arbitraria dati sensibili sulle patologie dei nostri assistiti».

La denuncia arriva dai medici Luigi Sparano e Corrado Calamaro della Federazione italiana medici di medicina generale (Fimmg) di Napoli. «Questo va ben oltre quanto indicato nel decreto 56 – dicono-. Nell’accordo integrativo regionale avevamo infatti molto contrattato i termini di queste verifiche, fissando paletti forti a tutela della privacy dei nostri pazienti. L’accordo prevedeva che si inserisse solo un generico codice di appartenenza alla categoria farmacologica, utile per avere una ricognizione sull’uso dei farmaci a brevetto. E’ invece una follia quello che sta avvenendo, ovvero l’acquisizione della diagnosi precisa del paziente».

Per i medici della Fimmg Napoli «Un conto è monitorare il consumo dei farmaci a brevetto in corso, un conto è violare i diritti dei pazienti calpestandone la privacy. Questo sistema mette a rischio anche i medici stessi, che ignari vengono esposti al rischio di azioni legali da parte dei loro assistiti».

 

fonte: fimmg