Mmg, se Lorenzin ci chiama siamo pronti al confronto

Redazione DottNet | 01/10/2015 15:01

Sul decreto appropriatezza i medici di famiglia attendono un confronto col ministro. Lorenzin: ecco che cos'è per me una buona medicina

''Non resta molto tempo per salvare il Servizio sanitario nazionale (Ssn) e se Renzi ci chiama siamo disponibili al confronto. Anche i medici di famiglia sono pronti a cambiare''. Lo dichiara il segretario nazionale della Federazione italiana dei medici di Medicina generale (Fimmg), Giacomo Milillo,(clicca qui per vedere la nostra video intervista) in merito a quanto dichiarato dal premier Matteo Renzi in occasione del Question Time di oggi alla Camera.

"Si è perso molto tempo per la sordità e la resistenza della Conferenza delle Regioni, che si è dimostrata incapace di formulare (a nostro avviso volutamente) un progetto coerente, sostenibile negli anni e omogeneo sul territorio nazionale - aggiunge Milillo -. Renzi deve però essere consapevole che è necessario intervenire in fretta e che il problema non è solo il finanziamento del SSN. Serve coraggio e pensiero innovativo senza i quali il SSN, e con esso il livello di tutela della salute, è destinato a morire entro pochi anni''.  ''Disponibili al confronto - conclude Milillo - attendiamo solo di essere consultati per dare il nostro contributo costruttivo".

Niente ecografia alla stomaco alla sua bimba di tre mesi perchè ritenuto inutile dal pediatra, secondo il quale l'esame avrebbe solo confermato che la piccola soffre di reflusso. Un esempio di 'appropriatezza' nella prescrizione degli esami medici, obiettivo al quale punta il decreto in preparazione al ministero della Salute, è stato fornito oggi dallo stesso ministro Beatrice Lorenzin, a partire proprio dalla sua esperienza personale.

"La valutazione dell'appropriatezza dell'esame è e resta una scelta del medico, non del ministero. Sulla mia pelle l'ho vissuta - ha detto Lorenzin nel corso  - perché una dei miei gemelli, nati prematuri, ha delle coliche terribili di 8-9 ore dopo aver mangiato, mi preoccupo. Il pediatra m'ha detto: la bambina ha il reflusso. Potremmo fare un'ecografia allo stomaco, ma lo so cosa troviamo, il reflusso, questo ha". "Io mi sono fidata e non abbiamo fatto l'esame - ha aggiunto il ministro - abbiamo gestito il reflusso della bambina, e sta meglio. Così il Servizio sanitario ha risparmiato denaro e mia figlia lo stress dell'esame. Questa - ha concluso - è l'appropriatezza''. 

 

fonte: fimmg