Una nuova opzione terapeutica per la cura della psoriasi

Medical Information Dottnet | 07/10/2015 11:44

Due studi clinici hanno riportato la maggiore efficacia dell’anticorpo ixekizumab rispetto all’etanercept nel trattamento della psoriasi.

Ixekizumab è un anticorpo monoclonale umano diretto contro la citochina proinfiammatoria interleuchina 17A (IL-17A). Due studi clinici di fase III sono stati effettuati per confrontare la terapia con ixekizumab al placebo oppure al trattamento con etanercept e stabilire la sicurezza e l'efficacia del farmaco specifico per l’IL17A in pazienti affetti da psoriasi diffusa da moderata a grave.

I due studi prospettici, multicentrici e in doppio cieco (UNCOVER-2 e UNCOVER-3), hanno coinvolto pazienti con età a partire da 18 anni e una diagnosi confermata di psoriasi cronica a placche effettuata almeno 6 mesi prima dell’inizio dello studio. I pazienti inclusi, sia all’inizio dello studio che allo screening, presentavano un interessamento del 10% o oltre della superficie corporea, una severità clinica almeno moderata come stabilito mediante valutazione globale statistica da parte del medico (sPGA) con un punteggio di 3 o più ed un valore del Psoriasis Area Severity Index (PASI) pari a 12. I partecipanti sono stati assegnati in modo casuale (1:2:2:2) secondo la sequenza generata dal computer con un sistema di risposta vocale interattiva a ricevere placebo per via sottocutanea, o etanercept (50 mg due volte a settimana) oppure un’iniezione di 80 mg di ixekizumab ogni 2 settimane o in alternativa ogni 4 settimane dopo una dose iniziale di 160 mg. Gli endpoint co-primari di efficacia sono stati rappresentati dalla percentuale di pazienti che hanno raggiunto un punteggio compreso tra 0 e 1 del sPGA e un miglioramento del 75% o più del PASI alla settimana 12.

Nel periodo compreso tra il 30 maggio 2012 e il 30 dicembre 2013, 1224 pazienti dello studio UNCOVER-2 sono stati assegnati in modo casuale a ricevere placebo per via sottocutanea (n=168), o etanercept (n= 358) oppure ixekizumab ogni 2 settimane (n=351) o in alternativa ogni 4 settimane (n=347); tra l’11 agosto 2012 e il 27 febbraio 2014, 1346 pazienti dello studio UNCOVER-3 sono stati assegnati in modo casuale ad assumere placebo (n=193), o etanercept (n=382) oppure ixekizumab ogni 2 settimane (n=385) o alternativamente ixekizumab ogni 4 settimane (n=386).

Alla settimana 12, entrambi gli endpoint primari sono stati raggiunti nei 2 studi. Per UNCOVER-2 e UNCOVER-3 rispettivamente, nel gruppo di pazienti che ha assunto ixekizumab ogni 2 settimane, il PASI 75 è stato raggiunto da 315 pazienti (percentuale di risposta 89.7%; [grandezza dell’effetto 87.4% (intervallo di confidenza [CI] del 97.5%, 82.9-91.8) rispetto al placebo; 48.1% (41.2-55.0) rispetto ad etanercept]) e 336 (87.3%; [80. 0% (74.4-85.7) rispetto al placebo; 33.9% (27.0-40.7) rispetto ad etanercept]); per ogni gruppo che ha assunto ixekizumab ogni 4 settimane, 269 pazienti (77.5%; [75.1% (69.5-80.8) rispetto al placebo; 35.9% (28.2-43.6) rispetto ad etanercept]) e 325 (84.2%; [76.9% (71.0-82.8) rispetto al placebo, il 30.8% (23.7-37.9) rispetto ad etanercept]); nel gruppo placebo, da 4 (2.4%) a 14 (7.3%) pazienti; e nel gruppo in trattamento con etanercept 149 (41.6%) e 204 (53.4%) pazienti (per tutti p<0.0001 rispetto a placebo o etanercept).

Nel gruppo in terapia con ixekizumab ogni 2 settimane, sPGA da 0 a 1 è stato raggiunto da 292 pazienti (percentuale di risposta 83.2%; [grandezza dell’effetto 80.8% (CI 97.5% 75.6-86.0) rispetto al placebo; 47.2% (39.9-54.4) in confronto ad etanercept]) e 310 (80.5%; [73.8% (67.7-79.9) rispetto al placebo; 38.9% (31.7-46.1) rispetto ad etanercept]); nel gruppo in trattamento con ixekizumab assunto ogni 4 settimane 253 pazienti (72.9%; [70.5% (64.6-76.5) rispetto al placebo; 36.9% (29.1-44.7) in confronto ad etanercept]) e 291 (75.4%; [68.7% (62.3-75.0) rispetto al placebo; 33.8% (26.3-41.3) in confronto ad etanercept]); nel gruppo che ha assunto placebo 4 (2.4%) e 13 (6 .7%) pazienti; e nel gruppo etanercept 129 pazienti (36.0%) e 159 (41.6%) (per tutti p<0.0001 rispetto al placebo o all’etanercept). Negli studi combinati, eventi avversi gravi sono stati segnalati in 14 (1.9%) di 734 pazienti trattati con ixekizumab ogni 2 settimane, 14 (1.9%) di 729 che hanno assunto ixekizumab ogni 4 settimane, 7 (1.9%) di 360 pazienti a cui è stato somministrato placebo e 14 (1.9%) di 739 in terapia con etanercept. Non si sono verificati decessi.

Nei due studi indipendenti, entrambi i regimi di dosaggio dell’anticorpo ixekizumab hanno mostrato maggiore efficacia rispetto al placebo e all’etanercept in 12 settimane. Gli studi hanno evidenziato che la somministrazione di un anticorpo ad elevata affinità e specifico per l’IL17A rappresenta una valida ed innovativa opzione terapeutica per il trattamento di pazienti con psoriasi.

Riferimenti bibliografici:

Griffiths CE, Reich K, Lebwohl M, van de Kerkhof P, Paul C, Menter A, Cameron GS, Erickson J, Zhang L, Secrest RJ, Ball S, Braun DK, Osuntokun OO, Heffernan MP, Nickoloff BJ, Papp K; UNCOVER-2 and UNCOVER-3 investigators. Comparison of ixekizumab with etanercept or placebo in moderate-to-severe psoriasis (UNCOVER-2 and UNCOVER-3): results from two phase 3 randomised trials. Lancet. 2015 Aug 8;386(9993):541-51.

 

 

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