Infortuni sul lavoro, obbligo d'invio del certificato all'Inail

Redazione DottNet | 02/10/2015 11:43

Fnomceo non ci sta e attacca il provvedimento del 23 settembre scorso su alcune incongruità, tra cui la mancanza di una convenzione con l'Istituto che faciliti il lavoro del medico.

Dal 23 settembre qualunque medico che presti la prima assistenza a un lavoratore infortunato sul lavoro o affetto da malattia professionale è obbligato a rilasciare certificato ai fini degli obblighi di denuncia e a trasmetterlo esclusivamente per via telematica all’Istituto Assicuratore.

 

La nuova disposizione è prevista dall’articolo 21 del D.Lgs. 151/15, che modifica l’art. 53 del DPR 1124/65. L'efficacia del nuovo provvedimento legislativo entrerà in vigore dopo  180 giorni dalla pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale.

Tale obbligo, evidenzia la Fnomceo in una lettera inviata al Ministro della Salute Beatrice Lorenzin, riguarda la diretta ed estesa responsabilità professionale e comporta problemi organizzativi rilevanti per i medici. E’ infatti stato deliberato senza alcuna consultazione dell’Organo Istituzionale che regola la professione, appunto la Fnomceo”.

La Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri rileva, in particolare, due notevoli criticità:
 

L’estensione dell’obbligo di certificazione telematica di infortunio lavorativo si configura in modo analogo a una ‘denuncia’ per qualunque medico presti la prima assistenza a un lavoratore infortunato sul lavoro. Ciò comporta inoltre la necessità di accreditare al sistema informatico dell’Inail tutti gli iscritti all’albo, presupponendo il possesso di strumenti informatici e connettività adeguati;

 

Obbligare tutti i professionisti ad accreditarsi e ad utilizzare i servizi telematici dell’Inail per svolgere un’attività che, in assenza di qualsiasi convenzione con l’Istituto Assicuratore, si configura come libero professionale, è incongruo e difficile sotto il profilo organizzativo, poco utile e oneroso per i cittadini interessati.

Ancora una volta – attacca la Fnomceo - la semplificazione dei compiti della Pubblica Amministrazione viene posta a carico dei professionisti e dei cittadini. Questa nuova incombenza burocratica è l’ennesimo motivo di disagio e difficoltà per la professione medica e si aggiunge alle numerose motivazioni della mobilitazione di tutti i colleghi già indetta, in accordo con sindacati medici e Società Scientifiche, per le prossime settimane”. La Fnomceo ha chiesto quindi un incontro, in tempi brevi, con il Ministero della Salute per proporre i necessari correttivi.

 

 

Fonte: fnomceo

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