
Gli anziani prendono meno medicine via via che invecchiano: agli over-85 sono prescritti in media meno di 3 farmaci al dì contro i 7 dei pazienti di 65-85 anni; le riduzioni più significative si osservano nelle prescrizioni agli over-95enni. Èemerso da una ricerca del Geriatric Working Group dell'AIFA pubblicata sul Journal of the American Medical Directors Association. Sono stati analizzati dati relativi a 3,4 milioni di over-65, estrapolati da un campione di quasi 16 mln di individui, pari a circa il 27% dell'intera popolazione italiana. Con l'avanzare dell'età cambia anche la tipologia di farmaci assunti: gli ultra 90enni ricevono cure per patologie acute (es. antibiotici) ma meno trattamenti per la prevenzione ad esempio contro le malattie cardiovascolari o per malattie croniche (come farmaci per la pressione o il colesterolo).
Inoltre si vede che le donne sopra i 95 anni assumono più farmaci degli uomini. Il lavoro, che vede tra gli autori il Presidente Aifa Sergio Pecorelli, il Direttore Generale Luca Pani, ricercatori dell'Università Cattolica di Roma tra cui Graziano Onder, si è concentrato anche sugli ultranovantenni, attualmente oltre 600.000 in Italia e in netta crescita. "Si tratta - commenta Pecorelli - di una fotografia molto interessante che smentisce l'assunto per cui l'uso dei medicinali aumenti con l'avanzare dell'età". "È uno studio importante - commenta Nicola Ferrara, presidente della Società Italiana di Gerontologia e Geriatria (SIGG) - perché apre una finestra sulla realtà farmaco-epidemiologica della terza età, finora trascurata. Lo studio evidenzia - continua - che è aumentata la cultura del corretto utilizzo dei farmaci, la consapevolezza che lo stesso farmaco può avere effetti diversi sui molto anziani e del valore negativo della politerapia (dare tanti farmaci) su questi soggetti più fragili".
fonte: aifa

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