Lorenzin: i pazienti non devono allarmarsi per le prescrizioni

Redazione DottNet | 02/10/2015 18:57

Occorrono 900 milioni per i Lea: andranno nella Legge di Stabilità 2016. Fondo sanità potrebbe salire a 112 mld

''In nessun caso le limitazioni introdotte con il provvedimento per l'appropriatezza delle prestazioni sanitarie sono un rischio per la salute dei cittadini''. Lo ha affermato il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, precisando che ''per i cittadini non cambia nulla e le circa 200 prestazioni all'esame potranno comunque essere erogate''. Lorenzin, in commissione al Senato, ha detto che non sono toccate le prestazioni salvavita, ma ''si fanno 220mila risonanze inutili l'anno - ha rilevato - per 40 mln di euro''.

 

Le sanzioni per i medici in caso di prescrizione inappropriata di prestazioni ed esami saranno previste ''solo a fronte di comportamenti abnormi e reiterati: un medico cioè non sarà mai richiamato per una singola prescrizione, e potrà sempre comunque motivare la propria decisione''. Lo ha precisato il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, in audizione in commissione Sanità al Senato, in merito al decreto sull'appropriatezza in sanità. Lo scopo del provvedimento, ha ribadito, ''non è punitivo nei confronti dei medici, ma ha l'obiettivo di segnare una rotta verso l'appropriatezza''. Inoltre, sarà garantita l'applicazione uniforme delle norme in modo omogeneo su tutto il territorio: ''Ho chiesto una Conferenza delle Regioni per stabilire insieme le modalità applicative del decreto, in modo condiviso, affinché si abbiano uguali criteri in tutta Italia - ha rassicurato il ministro - ed ho ricevuto una risposta positiva dalle Regioni''.

 

Oggi, ha spiegato Lorenzin, ''si fanno ad esempio 220mila risonanza magnetiche inappropriate, fatte cioè prima di aver espletato altri strumenti diagnostici che sarebbero più appropriati, e ciò equivale ad un costo di 40 milioni di euro l'anno''. Così, ha esemplificato, ''va detto che per un sospetto di artrosi non serve la risonanza magnetica, mentre è più appropriata una radiografia. L'obiettivo del provvedimento - ha chiarito - non è quindi quello di limitare le prestazioni ambulatoriali con il solo fine di limitare la spesa, bensì di evitare ai cittadini esami inutili, che potrebbero anche essere dannosi, oltre che lo spreco conseguente di risorse''. Il ministro Lorenzin ha inoltre precisato che il provvedimento, rispetto alle limitazioni per tac e risonanze, ''riguarda solo quelle degli arti e della colonna, per un totale di 10 prestazioni, ma non riguarda tac e risonanze per l'oncologia: non si tratta cioè - ha detto - di prestazioni salvavita, e comunque sono prestazioni che si potranno sempre avere ma seguendo tappe diverse''. Insomma, ha concluso Lorenzin, ''per il cittadino non cambia nulla e le circa 200 prestazioni sotto osservazione, ancora all'esame del Consiglio superiore di sanità, potranno sempre essere erogate; quello che cambia è però il rapporto col medico, che ora avrà uno strumento in più per poter erogare prestazioni in modo appropriato''.

 

Non solo nuove norme mirate ad evitare gli sprechi nella Sanità: la priorità, oggi, è anche 'portare a casa' i nuovi Livelli essenziali di assistenza (Lea), ovvero le prestazioni erogate dal Servizio sanitario nazionale (Ssn) ai cittadini gratuitamente o pagando un ticket, attualmente ancora 'fermi' all'esame della Conferenza Stato-Regioni. Il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, riaccende i riflettori su questo tema caldo affermando che, a conti rivisti, saranno necessari 900 mln per garantire i Lea nell'ambito della Legge di stabilità 2016.

 

''E' una priorità che i Lea - ha affermato il ministro nel corso di un'audizione in Commissione Sanità al Senato - vengano attuati con la legge di Stabilità 2016: il budget necessario calcolato è di circa 900 milioni ed è indispensabile che nel Fondo 2016 ci siano questi soldi per realizzare i Lea ed il nomenclatore delle protesi. Questo è un obiettivo da portare a casa''. Affermazioni, quelle della Lorenzin, che lasciano dunque intravedere la possibilità che il Fondo sanitario nazionale - che il premier Renzi ha quantificato in 111 miliardi per il 2016 contro i 110 del 2015 - possa lievitare, toccando così quota 112 miliardi.

 

Intanto, resta l'opposizione delle Regioni che, cifre alla mano, contestano il fatto che il Fondo sanitario nazionale sia stato oggetto di un ''aumento'': secondo la prima versione del Patto per la Salute 2014-2016 infatti, hanno più volte ricordato, il Fondo per 2016 sarebbe dovuto essere pari a 115,3 mld, ma la cifra è stata poi abbassata a 113,4 mld. Secondo le Regioni, vi sarebbe dunque un taglio di 2 mld. Diversa la lettura dell'esecutivo, che sottolinea come il Fondo salga di fatto di 1 mld rispetto al 2015. La partita sarà definita appunto con la Legge di Stabilità, ma Lorenzin sembra intenzionata a sostenere con forza l'urgenza dell'attuazione dei nuovi Lea, aggiornati per la prima volta dall'entrata in vigore del decreto che li ha istituiti nel 2001.

Nella lista delle prestazioni erogate dal Ssn, come gia' annunciato dallo stesso ministro, dovrebbero 'entrare' tra l'altro i trattamenti per la fecondazione eterologa, ma anche le indagini cliniche per la diagnosi della celiachia e le cure per l'endometriosi, una malattia che solo in Italia colpisce oltre tre milioni di donne. Dovrebbero essere inclusi anche i trattamenti per la Bpco (la broncopneumopatia cronico ostruttiva, di cui soffrono circa 1,2 milioni di italiani), varie malattie croniche e patologie rare, oltre ai trattamenti di adroterapia oncologica (che curano i tumori mediante l'impiego di protoni e di ioni carbonio).

 

"Ho apprezzato le aperture di Renzi verso il dialogo con medici e cittadini. E mi auguro che il Ministro Lorenzin possa rapidamente insediare, come annunciato oggi nel corso della sua audizione alla Commissione Sanità del Senato, il tavolo con i medici sui temi dell'appropriatezza e dei Livelli Essenziali di assistenza, decisivi entrambi per la qualità del Servizio Sanitario Nazionale".

Lo ha affermato Emilia Grazia De Biasi, Presidente della Commissione Sanità del Senato (clicca qui per la nostra video intervista), al termine dell'audizione del Ministro della Salute. Secondo la senatrice, assieme agli impegni relativi alla medicina difensiva con i provvedimenti sulla responsabilità in ambito medico e sanitario, agli interventi sul precariato in sanità, al nuovo contratto di lavoro dei medici, l'apertura del dialogo con i medici e le rassicurazioni verso i cittadini compongono quell'insieme di provvedimenti che possono consentire di far fare un passo avanti al Servizio Sanitario Nazionale".


Certo, ha puntualizzato De Biasi, "anche le Regioni devono fare la loro parte e partecipare in modo omogeneo all'attuazione del valore dell'appropriatezza e dei LEA, così come il Parlamento dovrà essere maggiormente coinvolto su questi temi, a partire dalla comune battaglia per la salvaguardia dei finanziamenti per la sanità, che credo possano crescere un po' di più rispetto alle già importanti disponibilità annunciate da Renzi". Insomma, ha poi concluso, "insieme dobbiamo mettere in sicurezza la sostenibilità e l'universalismo del Servizio Sanitario Nazionale".

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