L’evoluzione della contraccezione ormonale a regime esteso

Ginecologia | Fiammetta Trallo | 05/10/2015 10:48

I vantaggi del regime esteso 84/7 con supplementazione di estrogeno.

Il 26 settembre si è celebrata la Giornata Mondiale della Contraccezione. Nell’occasione SIGO, la Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia, ha promosso una campagna di informazione per sensibilizzare le donne in materia di contraccezione.

Baby K, la “femmina alfa” del rap italiano e testimonial della campagna, ha lanciato un messaggio con un suo brano per dire alle teenager che “una donna veramente libera è una donna che si informa per non lasciare ad altri la scelta del suo futuro”.

Ed in effetti, anche da quanto emerso dallo Studio osservazionale ECOS pubblicato il 1° settembre sulla rivista BMC Womens health, sembra che sulla contraccezione le donne siano poco informate e comunque è un argomento su cui ne sanno ancora poco.

Dai dati di quest’indagine, che ha coinvolto circa 2.000 donne italiane tra i 18 e i 40 anni, è risultato che le donne preferiscono metodi contraccettivi sicuri e innovativi ma che siano anche pratici per vivere appieno la propria sessualità. Nonostante l'84% del campione esaminato abbia espresso il desiderio di cambiare metodo contraccettivo rispetto a quello usato, il dato più singolare che emerge è che il 68% delle giovani donne non è a conoscenza di sistemi contraccettivi ormonali alternativi alla pillola come anello, cerotto, impianto sottocutaneo e spirale ormonale.

Nella pratica ginecologica quotidiana capita frequentemente, e non solo da parte di giovani donne, di sentirsi chiedere di passare dalla pillola al cerotto o all’anello ritenendo che questi dispositivi non siano su base ormonale. Un’altra frequente richiesta è quella di poter programmare le mestruazioni o meglio di evitare di avere il ciclo in alcuni periodi dell’anno. Per le donne che già assumono contraccettivi ormonali e che lo chiedono per tempo è facile dispensare le istruzioni ma talvolta la richiesta arriva da chi non li utilizza.

Per le donne che vogliono scegliere il proprio ritmo mestruale, da questa estate anche in Italia, è disponibile in farmacia una nuova pillola anticoncezionale pensata per avere solo quattro cicli mestruali in un anno, uno ogni tre mesi. Ma è ancora poco conosciuta dalle donne ed anche da molti medici nonostante i media ne abbiano dato l’annuncio nel momento dell’entrata in commercio.

Presentata la scorsa primavera al VII Congresso Nazionale della Società Italiana della Contraccezione la nuova pillola stagionale è molto promettente non solo per le donne che intendono ridurre a 4 i 13 cicli mestruali annuali. Oltre a questo aspetto che di per sé ha una notevole valenza di impatto sull’attività lavorativa, sportivo-agonistica e sulla vita sociale quotidiana, i reali vantaggi di un contraccettivo ormonale combinato a regime esteso sono per la salute.

Dalle teenager alle donne in pre-menopausa, dismenorrea, cefalea mestruale, sindrome premestruale, menorragia, cisti ovariche, endometriosi e dolori pelvici sono tutte condizioni che possono essere di molto migliorate utilizzando un contraccettivo ormonale in regime continuo.

Ogni confezione del nuovo contraccettivo contiene 91 compresse: 84 di colore rosa con levonorgestrel 0,15 mg + etinilestradiolo 0,03 mg e 7 bianche con solo etinilestradiolo a basso dosaggio (0.01 mg). La prima novità sta nel fatto che non è un multipack con tre confezioni, ma un regime esteso per garantire la contraccezione per tre mesi senza mestruazioni nel mentre. Il ciclo arriva nel corso delle 7 pillole bianche.

Le 7 compresse non sono un placebo come quelle bianche dei preparati 24+4 o 26+2 finora usati. La quota ormonale di etinilestradiolo 0.01 mg x cpr garantisce il ciclo ogni 3 mesi, riduce l’intensità degli effetti indesiderati e al tempo stesso conferisce una maggiore protezione contraccettiva in caso di dimenticanze.

La possibile non assunzione della pillola da parte della donna al momento di ricominciare una nuova scatola unita al dato che la dimenticanza di una pillola occorre nel 42% dei casi nella prima settimana dopo l’intervallo dei 7 giorni sono condizioni di possibile fallimento contraccettivo ormonale.

Pertanto, se l’efficacia contraccettiva valutata con l’indice di Pearl risulta sovrapponibile al regime standard, il valore aggiunto del regime esteso con supplementazione di estrogeni nella fase di sospensione sta nella maggiore soppressione dell’attività ovarica da parte dell’asse ipotalamo-ipofisi-ovaio e quindi dei possibili escape ovulatori.

“Contenuto a carattere medico o sanitario proveniente da una esperienza personale dell’utente”

I Correlati

I Correlati

Widget: 91798 (categoria) non supportato