Sempre meno i bambini vaccinati. Iss in allarme

Redazione DottNet | 05/10/2015 13:50

La tendenza è stata confermata dal 2012. Il calo più marcato risulta per il morbillo. I commenti della Sigm e dell'Aifa

Sempre meno bambini vengono vaccinati in Italia. Lo confermano i dati del ministero della Salute, che rilevano una tendenza ormai confermata dal 2012. E intanto nel 2014 la copertura vaccinale fino a due anni di età contro polio, tetano, difterite, epatite B e pertosse è arrivata al 94,6%, dunque sotto la soglia del 95%, che è il valore minimo previsto dal Piano nazionale di prevenzione vaccinale, mentre il calo più marcato si è osservato nel vaccino per morbillo, parotite e rosolia.



La diminuzione delle vaccinazioni è una dunque tendenza ormai confermata. I dati del Ministero mostrano come tra il 2000 e 2012 le coperture siano rimaste sostanzialmente stabili, ad eccezione di quelle per il vaccino contro l'Haemophilus influenzae b (Hib) e il morbillo, cresciute fino al 2007. Dal 2012 invece ha iniziato ad esserci un calo di tutte le coperture vaccinali, soprattutto per quello contro morbillo, parotite e rosolia (Mpr), dimunuite del 4% rispetto al 2013, e arrivando così ad una copertura dell'86,6%.  La riduzione della copertura vaccinale è stata più accentuata, in questi ultimi due anni, nelle Marche, in Abruzzo e Valle d'Aosta e, nel caso del morbillo, anche in Puglia.



Secondo gli esperti del Centro di epidemiologia dell'Istituto superiore di sanità (Iss), ''i dati del 2014 confermano che il calo registrato a partire dal 2012 non è una flessione temporanea ma una tendenza che sembra consolidarsi di anno in anno. Anche per malattie attualmente non presenti in Italia, come polio e difterite, c'è sempre il rischio di casi sporadici''. Come accaduto in Spagna lo scorso giugno, dove un bambino di 6 anni è morto a causa della difterite. La maggior parte dei patogeni che causano malattie come la polio, la difterite o il morbillo, spiega l'Iss, circolano ancora e costituiscono una minaccia. Il morbillo rimane una malattia molto frequente anche nel nostro Paese.

 

In Italia dall'inizio del 2013 sono stati segnalati 4094 casi, di cui 2258 nel 2013, 1696 nel 2014 e 140 nei primi sette mesi del 2015. Circa il 30% dei casi segnalati è stato ricoverato in ospedale e un quarto ha avuto almeno una complicanza. Sarà anche per questo che qualche giorno fa il presidente dell'Iss, Walter Ricciardi, parlando ad un convegno di pediatri ha detto che sarebbe venuto il momento di ''sanzionare e rimuovere gli operatori sanitari che lavorano per conto del Servizio sanitario nazionale e sconsigliano le vaccinazioni in età pediatrica ai genitori, sulla base di informazioni false o non verificate''.

 

La vaccinazione ha anche un valore etico, di protezione della popolazione, che per prima dovrebbe riconoscere gli operatori sanitari, con cui serve una 'alleanza'. Lo afferma Walter Ricciardi, neopresidente dell'Istituto Superiore di Sanità, che ricorda come "scendere sotto le soglie minime significa perdere via via la protezione della popolazione nel suo complesso", con rischi ''enormi'' per la collettività. Se non si ha più la cosiddetta 'immunità di gregge', ricorda l'esperto, aumenta il rischio che bambini non vaccinati si ammalino, che si verifichino epidemie importanti, che malattie per anni cancellate non siano riconosciute e trattate in tempo.

 

"È necessario che, a fronte dei dubbi dei cittadini, gli operatori siano in grado di far comprendere che la mancata vaccinazione crea un rischio enormemente più alto rispetto a quello temuto di effetti collaterali - spiega -. E' inammissibile che un operatore sanitario pubblico, in scienza e coscienza, possa avanzare dubbi sull'efficacia e l'opportunità dei vaccini. In questo senso è necessaria una nuova alleanza per evitare che il patrimonio di salute pubblica conquistato in anni di campagne vaccinali vada disperso".

 

I dubbi, sottolinea Ricciardi, sono dovuti al fatto che si è persa la memoria storica delle epidemie che prima che fossero scoperti vaccini e antibiotici falcidiavano intere generazioni. A sottolineare il valore della copertura vaccinale è anche Domenica Taruscio, Direttore del Centro Nazionale Malattie Rare che ne afferma l'importanza anche per i bambini con malattie rare. "Sono tante le richieste che arrivano al Centro con il quesito sull'opportunità di vaccinare questi bambini. Le coperture vaccinali - afferma - per la maggior parte dei casi sono necessarie anche per non sommare patologia a patologia".

 

La riduzione delle vaccinazioni è anche il ''risultato della disinformazione. Serve maggiore impegno da parte di tutti per promuovere questi importanti presidi sanitari''. Lo afferma il presidente della Società italiana di medicina generale (Simg), Claudio Cricelli, esprimendo ''forte preoccupazione'' per il calo delle immunizzazioni registrato in Italia e recentemente certificato dai dati dell'Istituto Superiore di Sanità.

 

"Siamo al limite della soglia di sicurezza del 95% per molte malattie gravi come poliomielite, tetano, difterite ed epatite B - afferma Cricelli -. Se non invertiamo quanto prima questa tendenza corriamo il rischio di vere e proprie epidemie di gravi patologie che invece possono essere prevenute. La riduzione delle percentuali di immunizzazioni è anche il risultato della disinformazione che da troppo tempo vediamo verso questi importanti presidi medici. Ricordiamo invece che i vaccini, oltre ad essere efficaci, sono estremamente sicuri perché sottoposti a rigidi controlli da parte delle Istituzioni sanitarie competenti".

 

"Noi medici di famiglia siamo tutti i giorni in prima linea nell'incentivare le immunizzazioni tra tutta la popolazione - sottolinea Cricelli -. Auspichiamo che sia approvato e reso operativo quanto prima il nuovo Piano Nazionale per la Prevenzione Vaccinale proposto da Ministero della Salute, Consiglio Superiore di Sanità, Istituto Superiore di Sanità ed Agenzia Italiana del Farmaco al Tavolo di coordinamento per la prevenzione delle Regioni italiane".

 

I dati sulle vaccinazioni diffusi oggi dall’Istituto Superiore di Sanità e pubblicati dal Ministero della Salute rivelano che la copertura vaccinale nel nostro Paese è al limite della soglia di sicurezza e confermano l’urgenza dell’approvazione del nuovo Piano Nazionale per la Prevenzione Vaccinale proposto da Ministero della Salute, Consiglio Superiore di Sanità, Istituto Superiore di Sanità e AIFA al Tavolo di coordinamento per la prevenzione delle Regioni italiane. Secondo l’ISS, il tasso di vaccinazioni si attesta al di sotto degli obiettivi minimi previsti dal precedente piano: scendono, infatti, rispettivamente al 95% e all’86%, le percentuali di copertura vaccinale per poliomielite, tetano, difterite ed epatite B e per morbillo, parotite e rosolia. Per quest’ultimo gruppo di patologie si registra una diminuzione della copertura vaccinale di oltre 4 punti percentuali.

 

L’AIFA ribadisce che tale fenomeno rischia di generare serie conseguenze sulla salute pubblica compromettendo l'effetto “immunità di gregge”, qualora il numero dei soggetti vaccinati dovesse diminuire al di sotto della soglia minima per scongiurare la diffusione delle patologie. "C’è purtroppo poca consapevolezza del rischio anche grave connesso alla mancata vaccinazione – afferma il Presidente Pecorelli - Ricordiamo che i vaccini hanno salvato circa 2 milioni e mezzo di vite l’anno, 5 al minuto e che, ancora oggi, una malattia come il morbillo può risultare mortale." L’Agenzia Italiana del Farmaco è da sempre attenta a queste tematiche e più volte si è espressa sull’importanza delle pratiche di immunizzazione e del contrasto alla disinformazione, partendo dalla consapevolezza che la vaccinazione rappresenta anzitutto un concetto culturale.

 

In questa battaglia è fondamentale fare tesoro degli insegnamenti del passato e puntare sulla collaborazione tra tutti i soggetti coinvolti: i pazienti innanzitutto, proseguendo con gli operatori della salute, le Istituzioni, il mondo accademico e regolatorio e l’industria. La comunicazione trasparente e continua sulla sicurezza dei vaccini, soprattutto con gli operatori sanitari, rappresenta dunque una sfida quotidiana ed è di fondamentale importanza per continuare ad infondere fiducia nelle vaccinazioni.

 

 

fonte: ministero salute