Aggregazioni medici, per Milillo un'occasione mancata

Redazione DottNet | 05/10/2015 18:43

Ne sono state realizzate pochissime delle previste 3000 Aft. Secondo il leader della Fimmg ci sono state perdite per miliardi. Dal congresso un invito a rivedere il decreto appropriatezza

Una "rivoluzione mancata", quella delle associazioni tra medici di famiglia, "che costa miliardi alla sanità pubblica" secondo Giacomo Milillo, segretario della Federazione Medici di Medicina Generale. "In tutta Italia era prevista la costituzione di 2500-3000 Aggregazioni Funzionali Territoriali (Aft)", ovvero unità che dovrebbero costituire la base della riorganizzazione delle cure territoriali. "Se fossero state realizzate, già si sarebbero visti i benefici economici che, irresponsabilmente, vengono perseguiti con sanzioni ai medici", aggiunge in occasione dell'apertura del 71/o congresso Fimmg che si è aperto ieri a Cagliari.



"Ad eccezione di qualche caso sporadico - chiarisce - solo in Toscana sono realtà. Eppure laddove ci sono, come si è visto nell'Azienda Sanitaria di Arezzo, garantiscono miglioramento dei parametri di qualità di assistenza, riduzione accessi in pronto soccorso, diminuzione dei ricoveri impropri e pareggio di bilancio: è tutto documentato dai resoconti". Una reale appropriatezza organizzativa in grado di investire sul territorio per liberare il carico che grava sugli ospedali "farebbe guadagnare miliardi". Ad ostacolarla, spiega, la mancata firma della convenzione, "essenziale", perché stabilisce le regole con cui i medici di medicina generale devono lavorare.  "Per le esigenze di salute attuali le vecchie regole che fanno lavorare i medici da soli non vanno più bene, perché il medico di famiglia deve essere in relazione con altri specialisti e servizi di assistenza". Proprio come prevedeva la legge Balduzzi, "una legge ampiamente disattesa".



Nessuna razionalizzazione viene portata avanti per risparmiare, bensì, sottolinea, "provvedimenti che con la maschera dell'appropriatezza vogliono solo subordinare le scelte dei medici a contenuti economici e non assistenziali". Quindi l'appello al ministro della Salute Beatrice Lorenzin: "si torni indietro prima che i danni sul rapporto medico/paziente siano irrimediabili" e, conclude, "si prenda atto che l'appropriatezza da condividere, prima di tutti con i professionisti, è quella di sistema e di governance rispetto agli obiettivi di tutela della salute".

 

I medici di famiglia della Fimmg ribadiscono la loro contrapposizione al decreto appropriatezza. “Il Congresso Nazionale della Fimmg – si legge in una nota del Sindacato - , nell’attendere che la partecipazione del Ministro smentisca una volontà di non dialogo con i medici su evidente pressione delle Regioni, ribadisce la propria contrapposizione a provvedimenti che con la maschera dell’appropriatezza vogliono solo subordinare le scelte dei medici a contenuti economici e non assistenziali”.

“Il Ministro – prosegue la nota -  ci convinca che i dati forniti in questi giorni a sostegno delle sue tesi siano la base scientifica utile ai medici per curare, nella loro individualità, i cittadini. E ci convinca che la soluzione a tutto questo possa essere trovata con una discussione in Conferenza Stato-Regioni solo sulla omogeneizzazione delle sanzioni”.

A questo proposito i medici Fimmg chiedono che il “Ministero dimostri che ha acquisito strumenti di controllo e governo sulle Regioni, che non abbiamo mai visto, e di cui il Ministro ha ripetutamente denunciato la mancanza. Se anche questi strumenti improvvisamente fossero a disposizione del Ministro, non sarebbe meglio utilizzarli per evitare che in Italia ci siano 21 servizi sanitari, uno diverso dall’altro? La prospettiva di razionalizzazione della spesa per il miglioramento della assistenza e della finanza pubblica sarebbe infinitamente superiore e finalmente assisteremmo ad un atto politico amministrativo appropriato”.

 

“Si torni indietro prima che i danni sul rapporto medico/paziente, e su quello medico e cittadini col SSN, siano irrimediabili e si scateni la caccia alle responsabilità – ha dichiarato il segretario nazionale Giacomo Milillo - . A quel punto per defilarsi, non basterebbero più le tecniche comunicative, neppure a politici e amministratori”.  “Finché si è in tempo – conclude Giacomo Milillo – si prenda atto che esiste un problema sanità in Italia e che l’appropriatezza da condividere, prima di tutti con i professionisti, è quella di sistema e di governance rispetto agli obiettivi di tutela della salute che ci si vuole dare. Su questo accettiamo la sfida della responsabilità e della progettualità”.

 

fonte: fimmg

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