Ex specializzandi: altri 10 milioni a Verona. Presto nuove azioni

Redazione DottNet | 06/10/2015 18:26

Continuano le sentenze dei Tribunali a favore dei camici bianchi specializzandi tra il 1978 e il 2006 Anche il premier Renzi certifica i pagamenti effettuati ai medici: prima voce di spesa per Palazzo Chi

Ancora rimborsi milionari per gli ex specializzandi. Oggi è il giorno dei medici veneti nelle cui mani i legali di Consulcesi hanno consegnato assegni esentasse per un valore complessivo di 10 milioni di euro. Una cifra che arriva direttamente dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, condannata – da sentenze ormai a senso unico – a risarcire tutti i camici bianchi che, tra il 1978 ed il 2006, hanno frequentato la scuola post laurea senza ricevere il corretto trattamento economico. Solo pochi giorni fa il premier Matteo Renzi, durante il Question Time alla Camera, ha certificato i successi degli ex specializzandi, sottolineando come l’aumento della spesa di Palazzo Chigi, da 15 a 60 milioni, sia proprio dovuto all’esecutività delle sentenze in loro favore.


«La giurisprudenza è ormai a favore dei camici bianchi – spiega infatti Marco Tortorella, l’avvocato specialista dei rimborsi agli ex specializzandi – e le sentenze favorevoli, così come la liquidazione delle somme dovute, arrivano sempre più velocemente. La Presidenza del Consiglio dei Ministri – aggiunge l’Avvocato Tortorella – ci contatta non appena arriva la notifica della sentenza per risparmiare su interessi e more». Il “Giro d’Italia” dei rimborsi di Consulcesi, infatti, va avanti con tappe sempre più ravvicinate: proprio oggi termina l’iniziativa “Un milione al giorno” in cui sono stati consegnati complessivamente 21 milioni in tutte le Regioni italiane. E i 10 milioni di Verona (che premiano oltre 200 professionisti provenienti da Veneto, Lombardia e Friuli) arrivano dopo i 9 consegnati a Bari, i 10 a Bologna, solo per citare gli appuntamenti più recenti.


Una emorragia incontrollabile per le casse pubbliche: solo Consulcesi, si è vista riconoscere oltre 402 milioni. Per lo Stato il rischio, sempre più concreto, è un esborso complessivo che potrebbe superare i 4 miliardi già stimati, anche per via della recentissima sentenza della Cassazione n.17434 del 2 settembre 2015. I giudici della Suprema Corte, accogliendo le istanze dei legali Consulcesi, hanno stabilito che il rimborso spetta anche a tutti i medici che, al 1° gennaio 1983, stavano ancora svolgendo il corso di specializzazione, avendo iniziato dunque il corso post laurea nel 1978. Il problema sta assumendo un’importanza sempre maggiore e tutte le forze politiche ne hanno preso atto. In tal senso pare davvero prossima la trasformazione in legge dei tre Ddl, già all’attenzione del Parlamento, che propongono un accordo transattivo, valido però solo per chi avrà precedentemente presentato ricorso.


A tal proposito, è imminente la prossima azione collettiva di Consulcesi che, attraverso l’Amministratore Delegato Andrea Tortorella, conferma di «aver già trovato una forte adesione tra OMCeO, Enti e Società scientifiche, insieme alle quali si faranno valere i diritti di migliaia di professionisti ancora in attesa di vedersi rimborsare ciò che è loro diritto ricevere. Resta alta – aggiunge Andrea Tortorella – la nostra attenzione anche sul fronte della mancata applicazione della direttiva europea 2003/88 relativa alle ore di lavoro in più. Dal 2008 i camici bianchi italiani sono gli unici professionisti a non vedersi riconosciuto il diritto ad orari di lavoro e riposo consoni alle loro esigenze.

 

fonte: consulcesi