Ematologi: focus sugli over 65

Ematologia | Redazione DottNet | 07/10/2015 14:33

Il target terapeutico degli anziani al centro del 45° Congresso Nazionale della Società Italiana di Ematologia

Un paese di ultrasessantacinquennidi cui più di un terzo potenzialmente colpito da patologie tumorali: è questo il quadro del futuro tratteggiato dagli esperti riuniti a Firenze per il 45° Congresso Nazionale  della SIE – Società Italiana di Ematologia, in svolgimento dal 4 al 7 ottobre alla Fortezza da Basso di Firenze.

«Oggi in Italia gli over65 costituiscono il 22% della popolazione, e di questo passo nel 2030 saranno il 35% della popolazione, con 21 milioni di persone affette da patologie tumorali del sangue» spiega Giovanni Pizzolo, Vicepresidente della SIE. Il focus della ricerca è quindi sempre più concentrato sul target degli anziani, i pazienti più fragili e difficilmente trattabili con terapie tradizionali: «Il 90% degli ultrasessantacinquenni –continua Pizzolo - soffre di una qualche patologia, e il 20% di più patologie, fino a cinque.

Oggi, le speranze di vita sono però maggiori per chi soffre di malattie del sangue come leucemie, linfomi e altre gravi patologie: dei 32mila malati che ogni anno contraggono in Italia linfomi, mielomi, mielodisplasie, leucemie linfatiche, leucemie mieloidi acute, e altre patologie, di cui (21.300 sono over65) il 35-40% ha speranze di guarigione. E non solo: i rapidi progressi della medicina hanno reso croniche molte di quelle che una volta erano considerate malattie mortali.

Ma è soprattutto nello sviluppo di nuove terapie alternative, che garantiscono una migliore qualità di vita, che si concentrano i risultati dei ricercatori presenti al Congresso Nazionale.Le nuove scoperte in campo medico vanno decisamente in questa direzione: aumentano le terapie “chemo free” e i farmaci “intelligenti”, meno invasivi della chemioterapia, e che vanno a colpire con precisione solo le zone colpite da malattia. Inoltre, le scoperte nel campo dell’immunologia, hanno  fatto grandi passi in avanti grazie alle sperimentazioni rendendo effettive tecniche che anni fa esistevano solo sulla carta. Infine, le tecniche della medicina di precisione sono sempre più personalizzate e mirate sul singolo paziente.

Un avanzamento delle condizioni di vita dei pazienti e dell’ambiente familiare: questo l’obiettivo da raggiungere secondo Fabrizio Pane, Presidente della SIE: «Noi medici non dobbiamo scegliere solo la migliore terapia possibile, ma migliorare le condizioni di vita dei pazienti e delle loro famiglie».

 

fonte: sie

 

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