Stato-Regioni: pronto il piano vaccinazioni

Sanità pubblica | Redazione DottNet | 08/10/2015 19:15

Dopo i dati dell'Iss gli enti si attrezzano per fronteggiare il calo delle vaccinazioni

Regioni e governo fanno quadrato sulla promozione delle vaccinazioni, dopo i dati preoccupanti dell'Istituto superiore di sanità, che ha segnalato un calo delle immunizzazioni tra i bambini: il presidente della Conferenza delle Regioni, Sergio Chiamparino, ha annunciato che le Regioni sono pronte a dare in tempi brevi il via libera al nuovo Piano Nazionale vaccini (Pnv) 2016-2018, mentre il sottosegretario alla Salute Vito De Filippo ha parlato di un ''finanziamento 'ad hoc''' e di ''acquisti centralizzati'' delle vaccinazioni ''per garantirne standardizzazione dei costi e continuità di approvvigionamento''.

 

''Sono in corso approfondimenti e confronti, anche sul piano finanziario, con il Ministero della Salute - ha spiegato Chiamparino - e credo che, d'intesa con il ministro Lorenzin, sarà possibile portare il nuovo Piano all'attenzione di una prossima Conferenza Stato-Regioni''. Rassicurazioni sono arrivate pure da De Filippo che, in commissione Affari sociali alla Camera, ha ribadito ''l'importanza fondamentale'' dei vaccini come strumento ''più efficace ed innocuo'' per la prevenzione delle malattie infettive. Il sottosegretario ha anche rilevato come oggi ci sia tuttavia ''disorientamento'' nella popolazione, spesso ''preda di una aggressiva disinformazione in tema di vaccinazioni, anche da parte dei medici, non basata sulle evidenze scientifiche''. Per questo, ha spiegato, ''nella bozza del nuovo Pnv, elaborata da un comitato istituito dal ministro Lorenzin presso il Consiglio superiore di sanità, e che attualmente è all'attenzione del Coordinamento interregionale delle prevenzione, sono state affrontate le criticità dell'offerta vaccinale, con possibili soluzioni''.

 

La bozza, ha detto, affronta anche la necessità di ''condividere contenuti informativo-educativi sul tema nei programmi delle scuole e dei corsi universitari''. Inoltre, nella 'griglia dei Livelli essenziali di assistenza', ha annunciato De Filippo, ''sono previsti indicatori che riguardano il raggiungimento delle coperture vaccinali, e ulteriori indicatori sono all'attenzione per la realizzazione delle anagrafi vaccinali''. Una strategia per promuovere le vaccinazioni, dunque, a fronte del fatto che in Italia per la prevenzione si spende ancora troppo poco: il costo per vaccini è, infatti, solo di 5,4 euro procapite a fronte di una spesa pro capite per farmaci di 187,7 euro, come rileva una risoluzione firmata da Vittoria D'Incecco, deputata del Pd, che verrà presentata e messa al voto la prossima settimana in Commissione Affari sociali e in cui si chiede di abbassare l'età per la vaccinazione antinfluenzale gratuita da 65 a 60 anni ed estendere il tipo di vaccini raccomandati, in modo da superare le diversità regionali nell'accesso alla prevenzione.

 

Un invito a non sottovalutare le vaccinazioni arriva pure dal neo-presidente della Società italiana di neonatologia (Sin), Mauro Stronati: ''Non vaccinare espone i neonati a gravi rischi e tale scelta può avere ripercussioni sulla salute del bambino, come dimostra la segnalazione di alcuni recenti casi di meningite da Haemophilus influenza di tipo b, una malattia gravissima che colpisce bimbi molto piccoli, inclusi neonati e lattanti, ma prevenibile - avverte l'esperto - proprio con un vaccino''.

 

fonte: stato-regioni

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