Mmg, 7 su 10 sì alla pensione anticipata. Influenza: ecco i vaccini

Redazione DottNet | 09/10/2015 16:27

Medici di famiglia sono troppo anziani: pochi gli under 45. Vaccino antinfluenzale, ecco i farmaci e il ceppo della prossima campagna. E c'è un'app ideata dalla Fimmg per il monitoraggio del medicinale

Sempre più spesso alle prese con ricette elettroniche e app per la salute, eppure troppo avanti con l'età, tanto che pochi sono coloro che hanno meno di 45 anni. Il progressivo invecchiamento dei medici di medicina generale preoccupa più della metà della categoria (il 54,5%) soprattutto i più giovani e, tanto più, nel momento in cui si delineano nuovi scenari per la riorganizzazione delle cure primarie. Lo dice una ricerca dal Centro studi nazionale della Federazione Italiana dei Medici di Medicina Generale(FIMMG) "Anche i medici invecchiano. Problemi emergenti e sfide per i medici di medicina generale", presentata al 71/esimo Congresso nazionale in corso a Cagliari.

 

Consapevoli dei cambiamenti organizzativi in corso, secondo l'indagine condotta su un campione di mille professionisti, molti medici vedono positivamente un'integrazione lavorativa tra anziani e giovani, dove i primi possano trasferire la loro esperienza e i secondi mettere a disposizione le proprie conoscenze anche tecnologiche, ormai diventate indispensabili. Sette su dieci ritengono che una modalità di lavoro flessibile, che favorisca un accesso anticipato a parziali prestazioni pensionistiche e un più rapido inserimento di forze giovani nella professione, sia una soluzione "appropriata per risolvere il problema".

 

Mentre 3 su dieci affermano di voler continuare ad esercitare anche dopo la pensione. L'età non fa perdere interesse all'apprendimento: 9 medici di famiglia su 10 pensano che lo studio continuo sia un dovere professionale prima che un obbligo. Inoltre, nonostante il fattore età, oltre il 75% ha un atteggiamento positivo verso il cambiamento: il 35% confida, per affrontarlo, nell'elevato interesse verso la professione, il 27% negli stimoli derivanti dalle nuove modalità di lavoro. "L'indagine evidenzia come i medici percepiscano le spinte per aggiornare capacità e competenze, trainati su questo dalla parte più giovane della categoria si rendono disponibili ad affrontare un cambiamento partecipato", conclude il responsabile del Centro Studi della Fimmg, Paolo Misericordia.

 

 

In vista dell'inizio della campagna di vaccinazioni antinfluenzali, è stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale la Determina dell'Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa) che autorizza quelli disponibili per la stagione 2015-2016. Secondo la procedura Centralizzata dell'European Medicines Agency (EMA), sono stati registrati, e dunque saranno disponibili, i vaccini influenzali Intanza (Sanofi Pasteur), Optaflu (Novartis) e Fluenz Tetra (Medimmune).

 

"Il periodo destinato alla conduzione delle campagne di vaccinazione antinfluenzale - sottolinea Aifa - è, per la nostra situazione climatica e per l'andamento temporale mostrato dalle epidemie influenzali in Italia, quello autunnale, a partire dalla metà di ottobre fino a fine dicembre". La protezione indotta dal vaccino comincia circa dopo due settimane dalla vaccinazione e perdura per un periodo di sei-otto mesi per poi decrescere. Per questo, "è necessario sottoporsi a vaccinazione antinfluenzale all'inizio di ogni nuova stagione influenzale anche quando la composizione dei vaccini rimane invariata rispetto alla precedente stagione".

 

Segnalare eventuali reazioni avverse sospette che si dovessero verificare dopo la somministrazione del vaccino è "importante, in quanto contribuisce al monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale". Per questo l'agenzia regolatoria invita cittadini e operatori sanitari a farlo e ricorda che, a questo scopo, per i medici, è disponibile anche un'app, realizzata in collaborazione con la Federazione Italiana Medici di Medicina Generale (Fimmg).

 

Quest'anno - spiegano i virologi - si attende una stagione influenzale di media entità, con 4 virus in circolazione:A/H1N1 California, quello che ha causato la pandemia del 2009, e altri tre che sono varianti di quelli che circolavano gli anni scorsi: uno di origine Svizzera chiamato A/H3N2, un B/Phuket e un B/Brisbane.

 

Secondo i medici pero' non sempre i fenomeni influenzali fanno tutti capo al virus di stagione: "Studi recenti evidenziano come in percentuali diverse (30% dei casi nello studio condotto a Milano) i fenomeni influenzali diagnosticati non erano collegati ai virus Influenzali, ma costituivano diverse forme infettive respiratorie dovute ad altri virus respiratori, in particolare il virus respiratorio sinciziale", spiega Tiziana Lazzarotto, Virologa di Bologna e componente del direttivo Amcli (Associazione microbiologi clinici italiani). "Dopo uno starnuto o un colpo di tosse, i virus respiratori, eliminati con le microgoccioline di saliva si depositano anche a distanze di 3-4 metri e riescono a sopravvivere sulle superfici anche per molte ore" prosegue Lazzarotto.

Alla luce di questo, L'Amcli lancia, in attesa dell'inizio della campagna di vaccinazione influenzale e dal riaccendersi del dibattito su come fronteggiare i previsti picchi di diffusione dell'influenza, un invito ad un più stretto collegamento tra i pediatri ospedalieri e di base con i microbiologi medici per "ricordare che essere vaccinati non esclude che nei mesi freddi si possa incorrere in infezioni respiratorie anche severe in quanto altri virus respiratori sono i responsabili di oltre il 30% degli eventi, soprattutto tra i bambini".