Test di medicina: arrivano i ricorsi per le irregolarità

Redazione DottNet | 12/10/2015 14:26

Pubblicate le graduatorie e assegnati i posti, ma rischia di essere tutto nullo

Fogli macchiati, candidati che consegnano il compito con mezzora di ritardo, anonimato non garantito. Sono solo alcune delle numerosissime irregolarità che si sono verificate durante i test di ingresso alle facoltà di Medicina e Odontoiatria e segnalate allo sportello virtuale www.numerochiuso.info. Prove inoppugnabili, raccolte da Consulcesi – realtà leader nella tutela dei camici bianchi - in un vasto dossier, che costituirà la base di una nuova ondata di ricorsi, che rischia di travolgere il sistema del numero chiuso. L’azione sta, infatti, prendendo sempre più forza sia per quanto accaduto durante le prove sia all’indomani della pubblicazione delle graduatorie definitive con l’assegnazione dei posti ai candidati.


«In queste settimane – spiega il presidente di Consulcesi, Massimo Tortorella – abbiamo ricevuto migliaia di segnalazioni da parte di studenti di tutta Italia che hanno svolto la prova. Ce lo aspettavamo, ma scorrendo tra i casi ce sono davvero di eclatanti, a riprova di un meccanismo che non può assolutamente garantire non solo trasparenza e meritocrazia, ma anche credibilità. Non è certo su questi presupposti che lo Stato può pensare di selezionare la futura classe medica». Anche il professor Eugenio Gaudio, il rettore dell’università “La Sapienza”, in una intervista ha di recente dichiarato che «programmare l’ingresso a Medicina è indispensabile, ma le modalità dei test sono da rivedere».


Già lanciati i primi ricorsi, ne sono in partenza ancora tanti altri. Ora la palla passa, dunque, ai Tribunali di tutta Italia che davanti all’evidenza di anomalie e irregolarità così eclatanti, non potranno fare altro che annullare le prove e decretare l’ammissione in facoltà, chiaramente in sovrannumero, di tutti i candidati esclusi che avranno intentato l’azione. Nel frattempo si muove anche la politica. Andrea Liberati, consigliere regionale umbro del M5S, dopo aver raccolto diverse segnalazioni non solo nella sua Regione, ha chiesto l’annullamento degli esami, definendoli delle «comiche» ed ha poi aggiunto: «Chi si sente defraudato è obbligato ad attivarsi e a chiedere anche un risarcimento».

 

fonte: consulcesi

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