Rivolta dei medici contro l'invio dati per il 730: Fnomceo stop al Mef

Redazione DottNet | 13/10/2015 19:14

Protesta per le sanzioni sull'invio delle spese sanitarie in dichiarazione

Esplode la protesta dei medici contro il decreto che introduce sanzioni fino a 50mila euro per i camici bianchi in caso di mancata o errata trasmissione dei dati sulla spesa sanitaria dei pazienti, ai fini della dichiarazione precompilata dei redditi con il 730. E' una misura ''inaccettabile'', attacca la Federazione degli Ordini dei medici e degli odontoiatri (Fnomceo), che annuncia la linea dura: 'stop' ad ogni collaborazione con il ministero dell'Economia e delle Finanze, con il rifiuto di trasmettere i dati richiesti sugli Albi dei professionisti.

 

 

Lo stesso premier Matteo Renzi ha oggi annunciato la novità: "Dal prossimo anno nella dichiarazione telematica fiscale, che è una rivoluzione straordinaria - ha detto - ci saranno anche le spese sanitarie". Ma i medici considerano questa una misura tutt'altro che 'indolore', come ribadisce pure la Fnomceo. Numerose le ragioni alla base del dissenso: "Apprendiamo con stupore l'introduzione di sanzioni, al contrario di quanto assicurato dallo stesso Mef, e diciamo 'basta' - afferma la presidente Fnomceo Roberta Chersevani - a provvedimenti imposti a fatto compiuto, senza consultazione: non forniremo nel formato richiesto i dati degli Albi per l'accreditamento dei professionisti al Sistema Tessera sanitaria. Né, da parte loro, gli Ordini provinciali svolgeranno alcun ruolo per il rilascio delle credenziali ai singoli iscritti''.

 

 

Ed ancora: ''C'è da chiedersi - incalza - se il Mef ritenga che gli studi dei medici e degli odontoiatri dispongano di un apparato amministrativo in grado di sostituirsi a quello dell'amministrazione fiscale; se medici e odontoiatri debbano accollarsi essi stessi l'onere, a fronte di costi già difficilmente sostenibili, o se tale funzione debba essere delegata, a commercialisti esterni, con spese ancora maggiori''. E non si tratta di una questione puramente economica: ''nel caso il professionista debba occuparsene personalmente - avverte Chersevani - lo farà inevitabilmente sottraendo tempo alla cura delle persone. E questo non è accettabile".

 

 

Sulla stessa linea il segretario Fimmg Giacomo Milillo: ''Ancora una volta la semplificazione della Pubblica Amministrazione viene caricata sulle spalle dei professionisti, a danno dei cittadini che troveranno negli studi medici più spese e meno tempo per l'assistenza''. E tutto questo, sostengono i medici, si aggiunge alle sanzioni previste dal cosiddetto 'decreto sull'appropriatezza' degli esami e al ''continuo appesantimento burocratico della professione''. Temi 'scottanti' che saranno all'ordine del giorno degli Stati Generali della professione medica, convocati il prossimo 21 ottobre a Roma. ''È davvero arrivato il momento di dire basta'', conclude la Fnomceo, ribadendo la richiesta di un intervento da parte dei ministri Padoan e Lorenzin.