Il valore predittivo della troponina T nella cardiopatia ischemica

Redazione DottNet | 16/10/2015 10:48

Il livello di troponina T cardiaca è risultato predittivo di morte, infarto o ictus in pazienti diabetici con ischemia.

Le concentrazioni di troponina cardiaca vengono utilizzate per identificare i pazienti che potrebbero trarre beneficio dalla rivascolarizzazione urgente in caso di sindrome coronarica acuta.

Nello studio è stato ipotizzato che questo parametro diagnostico potrebbe essere utile in pazienti con cardiopatia ischemica stabile per identificare i soggetti ad alto rischio di eventi cardiovascolari che potrebbero trarre beneficio da una rivascolarizzazione coronarica di richiamo.

La concentrazione di troponina T cardiaca all’inizio dello studio è stata misurata, mediante un test ad alta sensibilità, in 2285 pazienti affetti da diabete di tipo 2 e malattia ischemica stabile, coinvolti nello studio Bypass Angioplasty Revascularization Investigation in Type 2 Diabetes. E’ stata indagata un’eventuale associazione tra la concentrazione di troponina T ed un endpoint composito rappresentato da morte dovuta a cause cardiovascolari, infarto del miocardio o ictus. E’ stato valutato, se l'assegnazione casuale alla rivascolarizzazione riducesse la percentuale dell’endpoint composito nei pazienti con una concentrazione di troponina T anomala (≥14 ng per litro) rispetto a quelli con una normale concentrazione di troponina T (<14 ng per litro).

Dei 2285 pazienti, 2277 (il 99.6%) hanno mostrato (≥ 3 ng per litro) concentrazioni rilevabili di troponina T e 897 (il 39.3%) aveva concentrazioni anomale di troponina T all’inizio dello studio. A 5 anni la percentuale dell’endpoint composito è stata del 27.1% tra i pazienti che avevano mostrato concentrazioni iniziali anomale di troponina T, rispetto al 12.9% tra coloro che avevano concentrazioni iniziali normali di troponina T. Nei modelli corretti per i fattori di rischio cardiovascolare, per la gravità del diabete, per le anomalie elettrocardiografiche e l’anatomia coronarica, il rapporto di rischio per l'endpoint composito tra i pazienti con concentrazioni anomale di troponina T è risultato di 1.85 (intervallo di confidenza [IC] del 95%, 1.48 – 2.32; p<0.001). Tra i pazienti con concentrazioni alterate di troponina T, l'assegnazione casuale alla rivascolarizzazione, rispetto alla sola terapia medica, non ha portato ad una significativa riduzione della percentuale riferita all’endpoint finale composito (rapporto di rischio, 0.96; IC del 95%, 0.74 – 1.25) .

La concentrazione di troponina T cardiaca è risultata un predittore indipendente di morte per cause cardiovascolari, infarto miocardico o ictus in pazienti che avevano diabete di tipo 2 e malattia ischemica stabile. Valori anomali di troponina T di 14 ng per litro o più elevati non hanno portato all’identificazione di un sottogruppo di pazienti che avessero beneficiato dell’assegnazione casuale alla rivascolarizzazione coronarica urgente.

Riferimenti bibliografici:

Everett BM, Brooks MM, Vlachos HE, Chaitman BR, Frye RL, Bhatt DL; BARI 2D Study Group. Troponin and Cardiac Events in Stable Ischemic Heart Disease and Diabetes. N Engl J Med. 2015 Aug 13;373(7):610-20.

 

 

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