Capitali in farmacia: il dossier del Centro studi del Senato

Redazione DottNet | 21/10/2015 21:19

I tecnici del Senato in un accurato studio hanno evidenziato le principali novità del provvedimento ma anche sottolineato alcuni punti critici

Dal Servizio studi del Senato arriva un completo documento sul ddl Concorrenza (clicca qui per scaricare il testo completo), dove, tra gli altri, si parla in particolare degli articoli relativi al comparto farmacie. In riferimento ai punti 48 e 49 il Servizio studi accenna alle principali novità normative che hanno modificato la disciplina sull'esercizio della farmacia privata da parte di società, con riferimento ai profili:

- delle tipologie delle società;
- dei requisiti soggettivi dei soci e delle incompatibilità;
- della direzione della farmacia;
- dei limiti numerici e territoriali per le titolarità di farmacie da parte della società (limiti che vengono soppressi);
- della comunicazione dello statuto societario e delle variazioni del medesimo e dell'identità dei soci ad alcuni soggetti pubblici.
 

Nel dettaglio, per quanto riguarda l'articolo 48 che di fatto esclude dai profili di incompatibilità alla partecipazione alle nuove società di gestione delle farmacie le “attività di intermediazione del farmaco”.
 
Secondo il Servizio studi appare opportuna una più esplicita definizione di quest'ultimo profilo e sotto il profilo sostanziale, occorrerebbe valutare se la soppressione possa determinare dubbi di legittimità costituzionale, tenendo conto che la sentenza della Corte costituzionale n. 275 dell'8-24 luglio 2003 ha esteso alle società di gestione di farmacie comunali il vincolo di incompatibilità con qualsiasi altra attività nel settore della produzione, distribuzione, intermediazione ed informazione scientifica del farmaco, facendo riferimento, oltre che alla mancanza di motivazioni per un diverso trattamento normativo tra le società, anche al principio costituzionale di tutela della salute. Occorrerebbe, in ogni caso, chiarire se la medesima soppressione dell'incompatibilità con le attività di intermediazione (o distribuzione) del farmaco operi anche per la partecipazione alle società di gestione di farmacie comunali.

Secondo il Servizio studi del Senato è opportuno accorpare in un unico articolo tutte le disposizioni afferenti la questione delle compatibilità/incompatibilità alla gestione oggi comprese in diverse parti del provvedimento. In particolare i tecnici ricordano che “ai sensi dell'art. 8, comma 1, lettere b) e c), della L. 8 novembre 1991, n. 362, sono incompatibili con la partecipazione alle società di gestione di farmacie private anche la posizione di titolare, gestore provvisorio, direttore o collaboratore di altra farmacia e la titolarità di qualsiasi rapporto di lavoro, pubblico o privato” . Una norma che il ddl concorrenza conferma al comma 1, lettera b). E quindi, scrive il Servizio studi “Dal momento che le disposizioni medesime sono stabilite proprio per le società di gestione di farmacie, sarebbe opportuno chiarire i termini di tale applicazione nonché, sotto il profilo redazionale, accorpare in un unico articolo le norme sulle incompatibilità (le quali, in base alle novelle, risulterebbero suddivise tra gli artt. 7 e 8 della L. n. 362 del 1991, e successive modificazioni).

 

Il documento del Senato


 

Altri capitoli riguardano la possibilità di trasferimento territoriale della farmacia in alcuni comuni della medesima regione e infine, con l’art.49 si descrivono le nuove disposizioni sugli orari e i periodi di apertura delle farmacie in relazione “al livello minimo di servizio da assicurare”.

 

fonte: centro studi senato, QS

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