Scandalo Mediator: per i giudici Servier è responsabile

Redazione DottNet | 22/10/2015 20:42

Riconosciuta per la prima volta la responsabilità civile dei laboratori

E' la prima volta in otto anni di scandali, proteste e polemiche. In una sentenza del tutto inedita la giustizia francese ha riconosciuto per la prima volta la responsabilità civile dei laboratori Servier nello scandalo del Mediator, il farmaco antifame accusato di aver provocato la morte di 2.100 persone. Nell'attesissimo verdetto il tribunale di Nanterre, alle porte di Parigi, ha riconosciuto la responsabilità civile del secondo gruppo farmaceutico francese al livello mondiale di aver lasciato sul mercato un farmaco "difettoso", di cui non potevano non "ignorare i rischi".

 

 

I giudici erano chiamati a pronunciarsi dopo le richieste di risarcimento di due pazienti di 72 e 67 anni, Michel e Esther, a cui il Mediator venne prescritto rispettivamente nel 2003 e nel 2006. All'epoca, osservano i giudici, "lo stato delle conoscenze scientifiche non permetteva di ignorare i rischi di ipertensione arteriosa polmonare e le valvulopatie indotte dal benfluorex". E ancora: "Il solo sospetto di questi rischi" avrebbe dovuto obbligare i laboratori a "informarne i pazienti e i medici", in particolare, nelle avvertenze del farmaco. Ora Servier dovrà risarcire le due vittime per un totale rispettivo di 27.350 euro e diecimila euro. L'avvocato di uno dei due, Charles Joseph-Oudin, ha salutato una "mezza-vittoria".

 

 

Amareggiato per "l'ammontare ridicolo" del risarcimento rispetto ai novecentomila euro richiesti ai giudici, il legale ha annunciato che il suo cliente intende fare appello. "Al di la' di questa decisione di fondo soddisfacente, il livello di risarcimento non è efficace: non porterà piu' etica nell'industria farmaceutica. E' un permesso di continuare", ha deplorato l'altro avvocato, Martine Verdier. L'odierna sentenza, che potrebbe essere confermata in appello, è solo una tappa nell'annosa affaire Mediator, uno dei più grossi scandali sanitari francesi su cui è in programma anche un film. Se le vittime sperano che consentirà di fare giurisprudenza e di sveltire finalmente le procedure giudiziarie - in Francia si contano a centinaia - il verdetto sarà in ogni caso definitivo solo dopo il pronunciamento della Corte di cassazione.

 

 

Dal punto di vista penale, il caso Servier è oggetto di due distinte procedure, a Parigi e a Nanterre, anche se non sono ancora previsti processi. Per Martine Verdier e Charles Joseph-Oudin, che difendono numerosi pazienti, la nocività del farmaco dalla scatola bianco-celeste era nota già dagli anni novanta. "I laboratori non potevano ignorare che c'era un bilancio rischi-benefici sfavorevole per lasciare il medicinale sul mercato", ha detto Verdier durante l'audizione. In particolare, gli avvocati si basano su una sentenza della corte amministrativa di Parigi che ad agosto ha confermato le responsabilità dello Stato nei confronti di una vittima, ritenendo che il ritiro dal mercato avrebbe dovuto prendere forma "al più tardi" il 7 luglio 1999, quando a Parigi una riunione della Commissione Nazionale per la sorveglianza dei farmaci parlò dei rischi legati agli effetti indesiderati del benfluorex. Utilizzato da cinque milioni di persone soltanto in Francia, Mediator venne ritirato dal mercato nel 2009. Secondo una perizia giudiziaria, è all'origine di gravi lesioni alle valvole cardiache e ha portato nel lungo termine a 2.100 decessi e oltre 4.000 ricoveri in ospedale.

 

 

Fonte: ansa

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