Dal Corriere della Sera: Negli ormoni l'elisir di lunga vita

Medicina Generale | Redazione DottNet | 28/12/2008 11:20

«Ordinare» alle cellule di non invecchiare si può? Fin dall'antichità si cerca di raggiungere questo obiettivo. Sciamani, protomedici, maghi o stregoni, ognuno a suo modo, si sono cimentati nella ricerca dell'elisir di lunga vita.
Perfino la Bibbia narra di ultracentenari «baciati» da Dio.
 

La scienza moderna si è poi distratta sul tema: combattere le malattie è diventato prioritario. Salvare la vita più che allungarla. Oggi, però, dagli studi sui tumori e da quelli sul cuore si arriva, percorso obbligato, di nuovo a quelli di lunga vita. In buona salute. Le tecnologie che hanno consentito di tradurre il libro della vita, cioè il genoma, e di verificare a che cosa servono tutti quei frammenti di Dna che lo compongono (i geni) è stata la svolta: lì c'è scritto che la vita media è di almeno 120 anni, lì c'è scritto che ognuno di noi reagisce in modo diverso a ciò che mangia o ai farmaci che assume per curarsi, lì c'è scritto quanto l'ambiente modifica il nostro libro della vita. Perché se la base è uguale per tutti, le differenze seppur minime sono tali da rendere tutti diversi. Come per le impronte digitali.
E l'aria che si respira, il cibo che si mangia, gli orari di lavoro, l'attività fisica, tutto interagisce con i geni: «muta» la loro espressione, nel bene e nel male. La prevenzione div enta scienza sempre più esatta. E persino i Centri benessere diventano laboratori di rigenerazione o di rettifica di ciò che non funziona. Da Lione e da Villa Paradiso sul lago di Garda (con i test del Nobel Luc Montagnier) al programma
Persofit di Joachim Potsheger, trainer dei piloti di Formula 1 e dei campioni di Golf (applicato a Montecarlo e all'Hotel Kulm di Saint Moritz). Bas ato su test computerizzati dell'equilibrio osteo-articolare e dello stress psichico, degli squilibri alimentari e muscolari. La sauna a infrarossi è tra le novità terapeutiche, come la cardiocard collegabile in ogni momento via Internet con il trainer per controlli periodici da casa. Con medici sportivi diventati esperti di prevenzione e longevità, come Frederic Perroni che propone il suo programma a Pontresina. Rivalutati i segreti della fitoterapia (integratori compresi: dalla borragine per la pelle alla luteina per la vista, a tutto ciò che combatte i radicali liberi) e molte ricette delle antiche medicine tradizionali.
E' quanto ha spinto Gianluca Pazzaglia, oncologo di Perugia, a studiare con attenzione la prevenzione fino a trasformarla (con il corso anti-aging all'ospedale Niguarda di Milano) in scuola per medici e pazienti. La salute delle cellule si trasferisce in bellezza del corpo e della mente. «I tumori? Meglio non farli venire proprio», dice Pazzaglia. Dodici anni fa ha cominciato a girare il mondo alla scoperta di quanto stava evolvendo. Come rallentare l'invecchiamento è la sintesi.
Sempre più prodotti anti-aging sul mercato, ma da prescrivere ad personam. Dopo la diagnosi adatta. A cominciare dai test genetici. Il medico deve diventare uno psico- neuro-endocrino-immunologo. «Le comunicazioni fra i vari organi con gli anni diventano flebili — spiega infatti Pazzaglia —, invecchiamo perché diminuisce o si annulla la produzione di ormoni, lo stress e gli stili di vita interferiscono con l'espressione genetica delle cellule». La cura? «Stili di vita corretti, dieta personalizzata, fitoterapia, integrare gli ormoni che vengono meno. E attenzione: alcuni farmaci interagiscono con ormoni. Occorre saperlo», risponde Pazzaglia. C'è poi la funzione dei geni. Alcuni inibiscono, altri attivano. La carta d'identità genetica si sta sviluppando. I due produttori di test genetici più accreditati sono uno in Austria e l'altro in Lussemburgo. Si parte da quelli predittivi di alcuni tumori per arrivare a quelli che «misurano» la salute delle cellule «fotografandone» mutazioni genetiche anche di singoli nucleotidi. «Lo 0,1% di variante — spiega Pazzaglia — può privilegiare una funzione piuttosto che un'altra». Le mutazioni genetiche, in effetti, sono anche la base per la salvaguardia della specie: un evento può spazzare via quasi tutti, tranne quelli che hanno certe varianti. E così l'umanità va avanti. Si adatta. A cominciare dal cibo. Lo sostiene il belga Thierry Hertoghe, uno dei più famosi endocrinologi a livello mondiale: «Grazie a un'alimentazione naturale si può regolare la produzione di ormoni, influenzando l'armonia di corpo e mente».
Sulla dieta si gioca un'importante scommessa. Chi mangia poco vive di più, è dimostrato. Ma i centenari non hanno problemi. Il genetista Annibale Puca, che alla MultiMedica di Milano ha un database di 2.000 centenari di tutto il mondo, conferma: «Il codice genetico dei centenari ci indica che il metabolismo dei lipidi (i grassi) è uno dei possibili segreti di longevità. In particolare il profilo degli acidi grassi di membrana delle cellule. Nei centenari c'è un livello più alto di monoinsaturi (l'acido palmitoleico che si trova nelle noci, mandorle e soprattutto nelle macadimia) e un livello di polinsaturi più basso ». La base di studio aumenta: oggi 80 persone nel mondo hanno 110 anni e più di 11.000 sono gli italiani centenari.
C'è anche la conferma della teoria dell'ormesi: piccoli danni mettono in moto risposte adattative e ci rinforzano. «Le mutazioni genetiche continuano ad avvenire dal concepimento in avanti e noi le accumuliamo. Dipendono dall'ereditarietà e dall'ambiente », spiega Claudio Franceschi, studioso di longevità dell'università di Bologna. «Ogni anno guadagnamo un trimestre in più di aspettativa di vita media — aggiunge —. La vecchiaia è frutto di due eventi: l'accumulo di danni nel tempo e le reazioni ai danni (per ripararli) e spesso quando misuriamo un fatto non sappiamo se è il danno o una reazione al danno. E' la teoria del rimodelling
(rimodellamento). Stiamo cercando le basi biologiche, genetiche e ambientali del rimodellamento che è continuo. L'invecchiamento non è previsto dall'evoluzione che ci ha modellati per attraversare bene solo l'età riproduttiva (35-40 anni), terminata la quale il sistema immunitario memorizza tutte le risposte a stimoli ai quali non siamo preparati ». Infatti, dai 100 anni in poi la curva di mortalità va a plateau: certe patologie spariscono (diabete, cancro, demenza), ma si diventa biologicamente fragili. La casualità è il fattore principale di mortalità.
Infine, l'utilizzo del cervello: è correlato alla longevità e quindi, anche se non si sa perché, l'esercizio mentale allunga la vita.
 

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