Commercialisti in aiuto ai medici: no alle spese nel 730

Redazione DottNet | 26/10/2015 16:32

Con la nuova norma è in pratica scomparso il miraggio della semplificazione

"Alcune federazioni di medici e alcuni Caf (Centri di assistenza fiscale), hanno manifestato malcontento nei riguardi di misure che, per consentire l'inserimento delle spese sanitarie nella dichiarazione precompilata a partire dal 2016, assegnano agli operatori del settore sanitario adempimenti dagli stessi ritenuti eccessivamente onerosi, e che recano l'insidia di sanzioni ragguardevoli a loro carico". A denunciarlo l'Associazione nazionale dei Commercialisti (Anc) che ricorda di aver espresso sul modello 730 precompilato "che, secondo le intenzioni dell'Amministrazione Finanziaria, avrebbe dovuto costituire per il Paese una rivoluzione, inaugurando una sorta di nuova era nel rapporto contribuenti/fisco", fin dall'inizio, "forte preoccupazione, a causa delle numerose lacune presenti".

 

 

"Come accade ai professionisti intermediari, i quali con l'apposizione del visto di conformità sono gravati di responsabilità sproporzionate, è legittimo pensare - afferma il vertice del sindacato Marco Cuchel - che anche per le professioni sanitarie si ripeta uno schema che conosciamo molto bene: la Pubblica amministrazione crede che, per realizzare una qualsiasi semplificazione, sia sufficiente scaricare ogni incombenza sui professionisti". Perciò, incalza, la semplificazione prospettata si rivela "un miraggio" e appare "solamente il travaso di responsabilità e compiti sanzionabili, e soprattutto da svolgere gratuitamente (contrariamente a quanto sancisce l'art. 36 della Costituzione). I professionisti non ci stanno - chiude - e continueranno a rappresentare il proprio disagio, fino a quando le Istituzioni non daranno loro ascolto".

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