Gare centralizzate, incontro tra Federfarma e Consip

Redazione DottNet | 27/10/2015 14:52

Nelle gare d'acquisto non si tiene conto dei costi generati dalle scelte distributive che ogni Regione adotta per assicurare la dispensazione di tali prodotti

Nelle gare di acquisto per farmaci e presidi dell’integrativa tutta l’attenzione è concentrata sul prezzo d’asta e sui risparmi derivanti dai ribassi delle aziende. Finiscono così nel dimenticatoio i costi generati dalle scelte distributive che poi ogni Regione adotta per assicurare la dispensazione di tali prodotti, costi che a volte – come dimostrano ricerche e sentenze di tribunale – vanificano i risparmi assicurati dalle gare centralizzate.

E’, in sintesi, la riflessione che Federfarma ha trasmesso a Luigi Marroni, amministratore delegato nella Consip (la spa del ministero delle Finanze che supporta le amministrazioni pubbliche) in occasione di un recente incontro ospitato nella sede romana della società.

Come noto, il ddl Stabilità per il 2016 impone agli enti del Servizio sanitario il passaggio dalla Consip (o dalle centrali di committenza accreditate) per gli acquisti di beni e servizi. Di qui l’iniziativa del sindacato, che a Marroni – già assessore alla Sanità della Toscana – ha presentato lo studio sui costi reali della diretta condotto l’anno scorso nell’Asl di Arezzo da Andrea Garlatti, docente di economia aziendale all’università di Udine. Nel corso del colloquio, inoltre, la delegazione di Federfarma (guidata dalla presidente nazionale, Annarosa Racca) ha ricordato sentenze e dati che dimostrano come sull’integrativa la distribuzione in farmacia riduce sprechi e inappropriatezze perché evita gli “avanzi” che si generano con la consegna domiciliare di forniture per più mesi. In chiusura, Marroni si è impegnato ad approfondire il discorso anche se ha ricordato che le modalità distributive dei beni acquistati via Consip rimangono scelta esclusiva delle singole amministrazioni.

 

 

fonte: federfarma