Un algoritmo aiuta i medici a semplificare le politerapie agli anziani

Redazione DottNet | 27/10/2015 20:43

Obiettivo deprescribing, geriatri impegnati su questo fronte

 

Sviluppato il primo algoritmo semplifica-terapie per gli anziani: uno strumento agile che aiuta i medici a ridurre o se possibile eliminare uno o più farmaci nelle politerapie che quasi tutti gli anziani seguono e che possono causare effetti collaterali anche gravi. Sviluppato nell'ambito del progetto canadese 'Deprescribing Guidelines for the Elderly' (linee guida di deprescribing per gli anziani) diretto da Barbara Farrell della University of Ottawa, l'algoritmo è uno strumento che il medico prescrittore segue passo passo per prendere la decisione giusta per il singolo paziente con l'obiettivo ultimo di deprescrivere, semplificare le terapie, una modalità di intervento che va prendendo piede in alcuni paesi e che si sta rivelando efficace e sicura.

 

"Il numero di prescrizioni per il paziente anziano - afferma Nicola Ferrara, presidente della Società Italiana di Gerontologia e Geriatria - è divenuto oggi intollerabile perché al crescere delle prescrizioni cresce il rischio di danni, di inappropriatezza ed effetti collaterali, questi ultimi strettamente correlati proprio al numero di farmaci assunti dal paziente. Uno dei compiti del geriatra e del medico internista - spiega - è proprio quello di fare sintesi delle tante prescrizioni che i diversi specialisti fanno ai pazienti anziani e, individuando le priorità, di deprescrivere". Sarebbe auspicabile avviare anche in Italia programmi di deprescribing volti a formare i medici ed educare i pazienti, aggiunge il geriatra. In futuro basteranno delle app a disposizione sul cellulare del medico per aiutarlo nelle scelte prescrittive, sì da evitare terapie eccessive, inappropriate, ridondanti e pericolosi effetti avversi.

 

Va in questo senso l'algoritmo sviluppato in Canada, che servirà inizialmente per una classe di farmaci che molti, forse troppi, anziani assumono, i gastroprotettori o inibitori delle pompe protoniche. L'algoritmo ''parla'' col medico prescrittore rivolgendogli, per cominciare, una semplice domanda, 'perché al paziente sta assumendo il farmaco', e poi a partire dalla risposta guida il medico, passo passo, nella decisione di sospendere o meno la terapia o ridurne la dose prescritta. Il progetto prevede lo sviluppo di algoritmi analoghi per altre due classi di farmaci molto prescritte a pazienti anziani: benzodiazepine (calmanti, sonniferi) e antipsicotici. Questi algoritmi saranno resi pubblici alla comunità medica mondiale nell'ottica di diffondere le nuove politiche di deprescribing, non sempre appropriate e efficaci e spesso foriere di effetti collaterali anche gravi, dovute anche alla fragilità del paziente e alla complessità delle sue malattie. "Con queste iniziative - conclude Ferrara - non si vuole ridurre il ruolo del medico ad un semplice prescrittore di farmaci individuati attraverso un algoritmo, ma l'applicazione deve essere intesa come un aiuto concreto affinché il medico possa prescrivere la terapia avvalendosi di tutte le informazioni utili, incluse le tante interazioni che esistono tra i farmaci".

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