A Pharmait va in scena la farmacia del futuro

Farmacia | Redazione DottNet | 29/10/2015 13:10

All’expo-forum dell’innovazione in farmacia si parla di politica, di innovazione e di servizi, la nuova frontiera dei prossimi anni

Come ogni altra impresa, anche la farmacia ha bisogno di un quadro di riferimento stabile e duraturo per programmare il proprio futuro e fare investimenti. Che le consentano, tra le altre cose, di realizzare quella farmacia dei servizi senza la quale Regioni e Ssn faranno molta fatica a deospedalizzare l’assistenza e governare il consumo del farmaco sul territorio. E’ la riflessione che rimbalza da Vicenza, dove si  è aperta la prima delle due giornate di lavori di Pharmait, l’expo-forum dell’innovazione in farmacia.

Evento clou della mattinata, il convegno dedicato alla recente riforma del Prontuario completata dall’Aifa, che ha riproposto il vecchio cliché della spesa farmaceutica territoriale come “luogo” di espiazione e ripiano delle emergenze di bilancio. «È vero» ha detto la presidente nazionale di Federfarma, Annarosa Racca «che l’impatto di questo intervento dovrebbe comportare una riduzione della spesa lorda di circa l’1% su base annua. Tuttavia, si tratta pur sempre di un’ulteriore razionalizzazione che penalizza la voce del bilancio pubblico più trasparente e controllata». Al contrario, ha continuato la presidente, la filiera del farmaco ha bisogno di un quadro istituzionale diverso. «Negli anni della crisi siamo riusciti a mantenere i livelli occupazionali e oggi vogliamo costruire il rilancio della farmacia» ha detto Racca «ma per farlo ci serve stabilità, economica e legislativa» In altri termini, basta alle misure estemporanee di contenimento della spesa e a provvedimenti che cambiano in corsa le regole del gioco.

Nel pomeriggio, invece, riflettori sull’incontro-dibattito che ha messo di fronte la base del sindacato e i suoi vertici nazionali e territoriali (Federazione, Unione regionale e associazioni provinciali). Tra i temi trattati, ovviamente, il prossimo ingresso del capitale e le incertezze della dpc veneta. «E’ stato un confronto aperto e a tutto campo» riassume a Filodiretto la presidente Racca «l’invito che abbiamo rivolto alla base è stato quello di assicurare la massima vicinanza alle proprie rappresentanze locali perché in questo momento la professione deve farsi trovare unita e concorde». «Nonostante un accordo regionale» aggiunge a proposito di dpc Alberto Fontanesi, presidente di Federfarma Veneto «persistono tra le Asl del territorio comportamenti difformi che creano malumori tra le farmacie. Abbiamo già riferito il problema alla Regione che ha promesso un intervento celere».
Il cartellone della seconda giornata di Pharmait prevede oggi, tra le altre cose, un convegno sulla dematerializzazione delle ricette nel veneto e l’incontro-dibattito tra vertici e base del Sunifar.

 

 

fonte federfarma

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