Ssn, per De Biasi occorre garantire i Lea

Redazione DottNet | 30/10/2015 13:34

Per sostenere l’innovazione occorrono risorse ed una riorganizzazione della spesa che mantenga i risparmi in sanità

Nel Ssn ci sono ancora parecchie inefficienze da sanare e alcune scelte spiacevoli da prendere, ma va anche accettato il fatto che per sostenere l’innovazione occorrono risorse e che i tagli lineari non portano da nessuna parte. Questo, in sintesi, il messaggio proveniente dal seminario organizzato  a Roma dalla commissione Igiene e sanità del Senato per un confronto tra politica e società civile sulla sostenibilità del Ssn. «Il ddl Stabilità promette parecchio perché punta sulla crescita» ha spiegato la presidente della commissione, Emilia Grazia De Biasi «ma al Servizio sanitario chiede molto. Va allora fatto in modo che i Lea siano garantiti con una riorganizzazione della spesa che mantenga i risparmi in sanità, perché altrimenti non avremo un Ssn universale e solidale». «La sostenibilità del Ssn» ha aggiunto Luigi D’Ambrosio Lettieri, componente della commissione e vicepresidente della Fofi «passa allora dal contrasto alla spesa improduttiva, accompagnato da buone prassi per garantire appropriatezza dei ricoveri e delle prescrizioni, del percorso diagnostico, delle cure e dell’assistenza». «Vogliamo rinnovare l'impegno per un percorso partecipato» è l’appello lanciato da Nerina Dirindin, anch’essa tra i commissari dell’Igiene e sanità «che tuteli il nostro Ssn e lo vogliamo fare anche alla luce delle prossime misure del ddl Stabilità».

Dalla società civile e dalle imprese, invece, sono arrivati soprattutto appunti e critiche. «I Lea non sono sempre garantiti e non allo stesso modo» ha detto Tonino Aceti, coordinatore nazionale del Tribunale per i diritti del malato «dalla Legge di Stabilità ci saremmo aspettati un finanziamento ma assistiamo al contrario a un definanziamento del Ssn». Il presidente di Farmindustria, Massimo Scaccabarozzi, ha ricordato dal canto suo che i nuovi farmaci ad alto corso in arrivo tra breve «saranno uno tsunami, sforeremo di 3-4 miliardi la spesa. Si devono quindi spostare le risorse laddove ma se a gestirle sarà sempre e solo il ministero delle Finanze e non quello della Salute, cambierà poco».

 

 

fonte: federfarma