Censis-Adepp: medici individualisti e guadagni immutati con la crisi

Redazione DottNet | 30/10/2015 15:43

Solitari e fiduciosi nel futuro. Sono i medici e dentisti liberi professionisti descritti dal Censis nell’indagine condotta per l’Adepp “I professionisti italiani chi sono, che cosa chiedono"

Prevale l'individualismo fra i medici ed i dentisti italiani: dal rapporto del Centro studi dell'Adepp (Associazione degli Enti previdenziali privati dei professionisti) realizzato col Censis e presentato nei giorni scorsi, spicca "il dato sulla scarsa diffusione delle compagini societarie: solo un 'camice bianco' su 20 (5,1%) condivide lo studio con uno o più colleghi" e "la quasi totalità sceglie invece di esercitare individualmente (92,3%), una propensione che si arresta al 78,7 per cento dei casi nelle altre categorie".

 

Lo fa notare l'Enpam, la Cassa pensionistica delle due categorie presieduta da Alberto Oliveti, evidenziando come per "circa la metà dei medici e dentisti intervistati (48,3%), l&rsquoapprodo alla libera professione è avvenuto dopo i 40 anni, diversamente dalla maggior parte degli altri professionisti che vi sono arrivati intorno ai 26-30 anni (41,6% dei casi)". Quanto agli effetti della crisi sui guadagni, son "meno di un terzo (30,9%) gli iscritti che negli ultimi due anni hanno visto diminuire il proprio fatturato, contrazione che nelle altre categorie professionali ha toccato il 46,4% dei casi; nello stesso periodo invece, quasi un medico su tre (30,9%) ha visto aumentare il proprio giro d'affari contro un lavoratore su cinque (21,2%) delle altre professioni". E, così, si guarda con fiducia all'avvenire giacché, sottolinea l'Enpam, "quasi due 'camici bianchi' su tre (64,2%) ritengono che nei prossimi cinque anni la loro condizione professionale migliorerà a fronte dei pochi (11,6%) che prevedono un peggioramento".

 

 

fonte: enpam

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