Ocse, l'Italia deve fare di più per anziani e giovani

Redazione DottNet | 04/11/2015 17:56

Occorre agire su "assistenza agli anziani e prevenzione di malattie non trasmissibili", fattori di rischio come alcool, tabacco e cattive abitudini alimentari.

La qualità dell'assistenza sanitaria e delle cure ospedaliere in Italia "rimangono al di sopra della media Ocse in molte aree, nonostante i livelli di spesa sanitaria inferiori", ma alcuni indicatori dello stato di salute "sono negativi per bambini e anziani". Così l'organizzazione parigina sintetizza il suo giudizio sul sistema sanitario nazionale italiano, invitando a fare di più su "assistenza agli anziani e prevenzione di malattie non trasmissibili" e fattori di rischio come alcool, tabacco e cattive abitudini alimentari. La spesa sanitaria, pubblica e privata, negli anni tra il 2011 e il 2013 in Italia ha vissuto una progressiva contrazione, che secondo i dati preliminari dovrebbe proseguire anche nel 2014, anche se a ritmo inferiore (-0,4%, contro il -3,5%).

 

 

A calare è stata in particolare la spesa farmaceutica, con un netto aumento della quota di mercato dei farmaci generici, che resta però tra le più basse nell'area Ocse (11% in valore e 19% in volume, superiore solo a Svizzera e Lussemburgo). Il quadro globale del sistema resta comunque positivo, secondo l'organizzazione, anche se emergono criticità per le fasce d'età più basse e più elevate. Sul fronte della terza età, spiega l'Ocse, l'Italia vive "una specie di paradosso": è tra i primi per aspettativa di vita, con 82,8 anni in media, ma "gli indicatori di salute all'età di 65 anni sono peggiori di quelli di altri Paesi" e l'aspettativa di vita in buona salute per i sessantacinquenni è di appena "7 anni senza disabilità per le donne e circa 8 per gli uomini", sesta più bassa tra i membri dell'organizzazione. Un'incongruenza che si può spiegare in gran parte, secondo la responsabile della divisione Sanità dell'Ocse Francesca Colombo, dal fatto che "l'assistenza alla popolazione che sta invecchiando non è allo stesso livello di quella di altri Paesi", e in particolare "la qualità delle cure di lunga durata, e del monitoraggio dei pazienti, è meno buona ed estesa che altrove".

 

L'Italia deve però preoccuparsi anche dei suoi giovani, sottolinea sempre il rapporto Ocse, e in particolare di alcune abitudini pericolose per la salute che si stanno diffondendo. In particolare, "i tassi di sovrappeso e obesità tra i bambini sono tra i più alti al mondo", con un 36% per i maschi e 34% per le femmine tra i bimbi fino a 9 anni, rispettivamente 11,7 e 11,9 punti percentuali in più della media. Inoltre, "il consumo di alcool nocivo" e il cosiddetto 'binge drinking', il bere per ubriacarsi il più rapidamente possibile, stanno aumentando, "e il consumo di tabacco è alto". Tutto questo, conclude l'organizzazione, "porterà probabilmente a una maggiore domanda di assistenza sanitaria in futuro".

 

fonte: ocse