Vaccini, restano le sanzioni ai medici. Obbligo per gli scolari

Redazione DottNet | 05/11/2015 19:51

Serve una legge; primo sì delle Regioni al piano vaccini

Il Piano Vaccini riposta le possibili sanzioni ai medici cosi' come nella bozza iniziale (clicca qui per scaricare il documento completo). ''Concertati percorsi di audit e revisioni tra pari, con la collaborazione degli ordini professionali e delle associazioni professionali e sindacali che possano portare anche all'adozione di sanzioni disciplinari o contrattuali se se ne ravvisa l'opportunità''.

 

 

Obbligo di vaccinazione per le iscrizioni a scuola, e sanzioni, con la collaborazione degli ordini professionali, per i medici che non dovessero seguire le indicazioni. Sono tra i punti qualificanti del piano nazionale Vaccini del ministero della salute, approvato dai presidenti di regioni, ma non dalla conferenza Stato-Regioni, dopo che il ministero dell'Economia ne ha chiesto un rinvio per approfondire ''alcuni aspetti tecnici'', legati all'impatto finanziario del provvedimento. Un rinvio del parere finale legato quindi alla copertura economica, come ha spiegato il sottosegretario all'Economia Pier paolo Baretta: ''la richiesta di rinvio sul provvedimento sui vaccini è motivata da ragioni tecniche. Il testo è complesso e il tempo per analizzarlo è stato scarso. Ne parleremo col Ministero della Salute per condividere la relazione tecnica e pensiamo di concludere positivamente entro la prossima conferenza straordinaria''.

 

 

Dello stesso tenore il coordinatore degli assessori al Bilancio, Garavaglia: ''l'intesa verrà prevedibilmente trovata nel corso della prossima Stato-Regioni, ma in ogni caso bisogna dare al governo il tempo necessario per fare gli approfondimenti circa l'impatto finanziario sul piano dei vaccini''. Naturalmente l' obbligatorietà delle vaccinazioni per potersi iscrivere a scuola, dovrà essere regolata da un ''aggiornamento'' della normativa. ''Tale percorso - si legge nel testo del piano vaccini - sarà approfondito e dal nuovo piano potrà essere generata una normazione aggiornata, garantendo, peraltro, la protezione degli individui e delle comunità, con misure correlate, come, ad esempio, l'obbligo di certificazione dell'avvenuta effettuazione delle vaccinazioni previste dal calendario per l'ingresso scolastico''.

 

 

E sul punto il capogruppo Pd in commissione affari sociali della Camera, Donata Lenzi, ritiene piu' praticabile l'ipotesi di limitare l'obbligo di vaccinazione solo per asili nido e scuole materne. Per introdurre queste misure, si legge ancora nel piano vaccini, sarà necessario anche un controllo continuo ''delle possibili violazioni del supporto alla pratica vaccinale e dell'offerta attiva delle vaccinazioni da parte dei medici e del personale sanitario dipendente e convenzionato con il servizio sanitario nazionale. Saranno concertati percorsi di audit e revisioni tra pari, con la collaborazione degli ordini professionali e delle associazioni professionali e sindacali che possano portare anche all'adozione di sanzioni disciplinari o contrattuali se se ne ravvisa l'opportunità''.

 

 

Sui vaccini "si sta passando dalla disinformazione all'allarmismo". Eugenio Serravalle è pediatra da 35 anni, esercita la libera professione. E i suoi figli, spiega, li ha vaccinati tutti e due. Ma per ora - puntualizza - non i due nipoti e i tre bisnipoti. Non è quindi un 'estremista' anti-vaccino. Ma esprime in questo momento una posizione diversa a quella che sembra essere quella prevalente all'interno dell'esecutivo e cioè rendere 'coercitivo' l'obbligo della vaccinazione di massa. A partire dai bambini per i quali si sta valutando l'ipotesi di limitare la frequenza scolastica.

 

Come valuta un'eventuale legge ad hoc per l'iscrizione?

"Ci vorrebbe una legge dello Stato. Non è certo materia che può essere risolta in Conferenza Stato-Regioni. Anche perchè è previsto che il diritto all'istruzione venga garantito ancor prima di qualunque altra condizione. C'è poi tanta legislazione sull'argomento: ad esempio l'Italia ha aderito alla convenzione di Oviedo che prevede la tutela dei diritti dei bambini. Non possono essere estromessi da scuola se non sono vaccinati. E poi ci sono normative regionali. Ad esempio in Veneto dal 2008 è stato sospeso l'obbligo".

 

Ma lei consiglia di non vaccinare?

"No - replica - penso però sia giusto permettere alle persone la libertà di scelta terapeutica, scegliere come meglio difendere la propria salute. E nel caso dei vaccini bisogna sapere che i genitori che fanno una scelta diversa sono genitori accudenti, non trascuranti". Una campagna di vaccinazione meno intensa può creare rischi per la salute pubblica? "C'è un allarmismo ingiustificato. Ad esempio nel caso della polio (che nel nostro Paese non c'è più) per l'immunità di gregge è scientificamente provato serva una copertura tra il 50 e il 95%. Mentre il piano nazionale prevede il 95% per altre malattie e l'allarme è scattato proprio perchè la copertura è pochi decimali sotto".

 

Cosa ne pensa dell'ipotesi di 'sanzioni' a carico di medici che dovessero sconsigliare?

"Nessun medico di buon senso può sconsigliare le vaccinazioni. E' che a volte i medici danno informazioni ridicole. Ad esempio secondo le rilevazioni Censis solo il 5,6% dei genitori sa che le vaccinazioni obbligatorie sono solo 4 (e invece si fa l'esavalente). Oppure il 10% dei genitori non sa neppure quali vaccinazioni sono state fatte ai figli. Insomma si sta passando dalla disinformazione all'allarmismo. Invece i genitori vanno puntualmente informati anche dei rischi che i bambini corrono. Io comunque non conosco colleghi che sconsigliano".

 

Come valuta le intenzioni che emergono attualmente dunque?

"Sono contrario ad un intervento 'urbi et orbi' perchè va contro lo spirito stesso della medicina"

 

 

Il vaccino contro il papillomavirus umano (HPV), già ricevuto in tutto il mondo da oltre 80 milioni di ragazze per la protezione dal cancro al collo dell'utero, è sicuro. La conferma viene dall'Agenzia Europea dei Medicinali (EMA) che ha concluso una revisione del profilo di sicurezza relativamente alle segnalazioni di due patologie: la sindrome da dolore regionale complesso (CRPS), ovvero una condizione di dolore cronico agli arti, e la sindrome da tachicardia posturale ortostatica (POTS), in cui la frequenza cardiaca aumenta se ci si siede o ci si alza, causando vertigini e svenimento. La revisione dei vaccini HPV è stata avviata il 9 Luglio 2015 su richiesta della Danimarca. Tuttavia, secondo Ema, le segnalazioni di CRPS e POTS dopo la vaccinazione HPV "sono coerenti con quello che ci si aspetterebbe in questa fascia di età".

 

 

A fornire il parere, il Comitato di valutazione del rischio per la farmacovigilanza dell'Ema (PRAC), che ha completato una revisione scientifica dettagliata esaminando dati provenienti da studi clinici e segnalazioni di sospetti effetti collaterali, così come i dati forniti dagli Stati membri. La conclusione è che le prove non supportano un nesso di causalità tra i vaccini e lo sviluppo delle due sindromi. Le stime disponibili suggeriscono che tra ragazze di età compresa tra 10 a 19 anni, ogni anno, circa 150 su un milione possono sviluppare ognuna delle due patologie, mentre non ci sono prove che la frequenza sia maggiore tra le ragazze vaccinate. "I benefici dei vaccini HPV continuano quindi a superare i rischi", pertanto "non vi è alcun motivo di cambiare il modo in cui vengono utilizzati o modificare le informazioni sul prodotto", conclude Ema, specificando che "come con tutti gli altri farmaci, continueranno ad essere attentamente monitorati".

 

Il piano vaccini

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