Varato il piano anticorruzione in sanità: dagli appalti alla malattia

Redazione DottNet | 06/11/2015 16:25

Più controlli e procedure rigorose per tutti gli aspetti della sanità, dagli appalti a ciò che succede dopo il decesso di un paziente.

Tutti gli aspetti della malattia, dalle liste di attesa alle sperimentazioni agli appalti, saranno controllati da nuovi piani anticorruzione con procedure e controlli precisi, secondo quanto prevede la parte dedicata alla Sanità del Piano Nazionale Anticorruzione presentata oggi dal ministro Lorenzin e dal presidente dell'Anac Raffaele Cantone. Il piano, messo a punto anche con Agenas, individua le aree generali più a rischio su cui intervenire: contratti pubblici, incarichi e nomine, gestione delle entrate, delle spese e del patrimonio, controlli, verifiche, ispezioni. "Oltre alle aree di rischio generale - si legge nel documento - la Sezione Sanità fornisce chiare indicazioni su ulteriori aree 'a rischio specifico', alle quali rivolgere la massima attenzione anche per i risvolti direttamente collegati alla percezione della qualità dei servizi da parte dei cittadini, allo sviluppo della ricerca e dell'innovazione in sanità e per l'importanza che le azioni suggerite rivestono in tema di lotta agli sprechi e di recupero della fiducia del cittadino: attività libero professionale e liste di attesa, al fine di garantire maggiore trasparenza delle procedure di gestione delle prenotazioni delle prestazioni; rapporti contrattuali con privati accreditati, prevedendo misure orientate al rafforzamento dei controlli quali-quantitativi e di esito sulle prestazioni erogate in regime di contrattualizzazione; farmaceutica, dispositivi e altre tecnologie: ricerca, sperimentazioni e sponsorizzazioni; attività conseguenti al decesso in ambito intraospedaliero".

 

Il nuovo piano anticorruzione per la sanità "è uno strumento coraggioso, di cui le Asl non potranno non tenere conto. Lo ha affermato il presidente dell'Anac, l'autorità anticorruzione, Raffaele Cantone, presentando il piano insieme al ministro Lorenzin. "La legge Severino - ha spiegato Cantone - prevede che ogni amministrazione deve dotarsi di piani di prevenzione e che ogni amministrazione deve fare analisi di rischio. Per il 2016 abbiamo fatto una integrazione con una strada completamente nuova. Finora erano solo meri adempimenti burocratici, ognuno copiava i piani della prevenzione degli altri. Noi abbiamo provato a fare noi l'analisi di rischio, le Asl non potranno non tenerne conto". Il piano, ha spiegato Cantone, indica tutti gli ambiti in cui dovranno essere messe in atto procedure anticorruzione perchè particolarmente a rischio. "È un piano molto coraggioso - ha spiegato - perché evidenzia con assoluta chiarezza i fattori di rischio, evidenziando ad esempio come il meccanismo delle liste d'attesa può alimentare la corruzione. Si dicono delle cose molto significative fino ad affrontare temi delicati, come quello dell'attività intramoenia ma anche il rapporto tra le professioni e il mondo farmaceutico, prevedendo obblighi di dichiarazioni che devono evitare conflitti di interessi e che venga fatto un monitoraggio delle prescrizioni".

 

"Il livello" di corruzione nel settore sanitario in Italia "è molto elevato e soprattutto i danni collaterali sono molto gravi. Il fenomeno è di grandissima pervasività, poi quanto incide in termini economici questo mi interessa poco", precisa Raffaele Cantone. Che non ha però voluto quantificare il fenomeno corruzione in sanità: "Sono molto scettico sulle stime in generale e le cifre che girano non hanno attendibilità. I 60 miliardi di euro di cui parlava la Corte dei Conti", riferiti alla corruzione in Italia, "erano solo un computo matematico, perchè si parlò del 3% del Pil, ma nessuno poi lo ha mai provato. Su una stima sarei qundi cauto, anche perchè esistono danni collaterali che sono complicatissimi da calcolare", ha concluso.

"A un anno di distanza dalla sottoscrizione del Protocollo d'intesa tra Anac e Agenas - dichiara il direttore generale dell'Agenas, Francesco Bevere - il documento rappresenta il primo frutto di una sinergia interistituzionale che, grazie all'integrazione dei rispettivi patrimoni di conoscenze ed esperienze, ha reso possibile mettere a disposizione delle regioni e delle aziende sanitarie, strumenti e metodi operativi per migliorare la capacità di pianificazione strategica e di attuazione delle politiche sanitarie, non trascurando le possibili determinanti epidemiologiche e di contesto, l'autonomia gestionale e gli effetti sul piano delle performance cliniche e organizzative"

"In occasione dei lavori di aggiornamento del Pna - prosegue Bevere - l'Agenzia si è fatta carico, inoltre, di rendere disponibile sul proprio sito una modulistica standard per agevolare la dichiarazione pubblica di interessi da parte di tutto il personale interessato del Servizio sanitario nazionale, con l'intento di dare concreta espressione all'esigenza, diffusamente condivisa in sede di confronto con i principali stakeholder, di mettere in atto strumenti in grado di tutelare l'operato del singolo professionista e l'organizzazione di cui fa parte, anche attraverso la trasparente esplicitazione della rete di relazioni in cui si svolge la propria attività".

 

"Il sistema sanitario è un valore, e come tale deve essere preservato da tutti i possibili rischi che ne minino le fondamenta - dichiara Lucia Borsellino, responsabile per Agenas dei lavori del tavolo tecnico congiunto ministero della salute-Anac-Agenas - Le nuove indicazioni contenute nella sezione specifica per la sanità di aggiornamento del Pna - precisa - hanno lo scopo di promuovere, con un linguaggio noto agli operatori del sistema, comportamenti virtuosi e buone pratiche, alimentando quel senso di positiva 'appartenenza' al sistema stesso e per la funzione ricoperta, che è alla base del benessere organizzativo e della qualità dei servizi resi ai cittadini e percepiti da questi ultimi. Questa percezione fonda il rapporto di fiducia tra il cittadino e il sistema sanitario e tra le persone che interagiscono all’interno di esso"