Colestasi intraepatica in gravidanza ed acido ursodesossicolico

Redazione DottNet | 07/01/2009 14:47

Acido-ursodesossicolico colestasi-intraepatica gravidanza

La colestasi intraepatica è il disordine epatico più comune in gravidanza, in donne senza ipertensione. Le cause a cui sarebbe dovuta l’insorgenza di colestasi intraepatica in gravidanza sono ancora ampiamente discusse, ma si ritiene che in particolare fattori genetici ed ormonali rappresentino le cause predominanti da cui avrebbe origine. Il sintomo principale è il prurito cutaneo, associato con aumento d’attività delle transaminasi sieriche ed un aumentata concentrazione di acidi biliari.

La presenza di colestasi intraepatica comporta un grave rischio per la gravidanza, potendo determinare un parto pretermine o anche un’improvvisa morte fetale intrauterina. L’acido ursodesossicolico (di solito 1000mg/die o 15mg/kg/die) è attualmente il più efficace trattamento farmacologico. L’acido ursodesossicolico riduce il prurito, le transaminasi ed i livelli di acidi biliari e probabilmente la prematurità, senza determinare effetti avversi. La gestione della colestasi intraepatica in gravidanza è ancora dibattuta: la maggior parte degli autori raccomanda parto elettivo di solito prima o alla 38esima settimana di gestazione in relazione alla severità della colestasi. Ulteriori studi prospettici sono comunque necessari per confermare i benefici del trattamento con acido ursodesossicolico sui risultati fetali e chiarire la gestione ostetrica di tale patologia.
Per saperne di più