Fnomceo, scontro su pubblicità e 730 precompilato: no dei medici

Redazione DottNet | 11/11/2015 19:42

Medici, udienza dell'Ordine a Consiglio Stato e presso la Commissione parlamentare di vigilanza sull'Anagrafe tributaria. Un confronto su pubblicità e 730 precompilato che va necessariamente rinviato.

Fnomceo a tutto campo contro Antitrust e Ministero dell'Economia. Nel primo caso per la sanzione inflitta dall'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato per le norme deontologiche che regolano la pubblicità informativa dei 'camici bianchi'; contro il ministero per la richiesta di trasmettere online tutti i dati sulle prestazioni sanitarie - a carico Ssn e non - erogate da professionisti, farmacie, strutture pubbliche e private convenzionate con il Sistema sanitario nazionale. Due audizioni importanti, presso la VI sezione del Consiglio di Stato e presso la Commissione parlamentare di vigilanza sull'Anagrafe tributaria, che hanno visto i rappresentanti dei medici impegnati in un accesso confronto a difesa della categoria.

 

Antitrust

I legali dell'Ordine "hanno illustrato le peculiarità e la delicatezza dell'informazione pubblicitaria in un settore quale quello delle prestazioni mediche e odontoiatriche, inflazionate da messaggi suggestivi che generano bisogni svianti e di grave nocumento per la salute. Un acceso confronto tra chi vede la deontologia come una riviviscenza corporativistica e vuole una completa deregolazione della professione in favore del mercato e chi, invece, invoca la peculiarità del ruolo della deontologia medica anche nell'ambito della pubblicità a tutela del diritto alla salute". Ai giudici, si chiude la nota, "tocca ora il difficile compito di stabilire se il diritto alla salute costituzionalmente garantito, che le norme della deontologia mirano a tutelare in un ambito connotato dall'asimmetria delle parti, receda alla libera iniziativa economica tutelata dall'art. 41 della Costituzione, ovvero come possano essere declinati deontologia medica e mercato".

 

730 precompilato e tessera sanitaria.

Qui il confronto si è fatto ancora più acceso: secondo la Fnomceo (sono intervenuti il presidente Roberta Chersevani, il presidente commissione albo odontoiatri Giuseppe Renzo e Guido Marinoni con Gianluigi Spata) è impossibile adempiere all'obbligo imposto dall'Agenzia delle Entrate di allacciarsi entro due mesi al sistema tessera sanitaria. L'Ordine dei Medici ha chiesto una proroga al 2017 in luogo del gennaio 2016, aggiungendo anche di escludere dall'obbligo di trasmissione i pazienti dai 16 ai 18 anni, salvo espressa richiesta. Sono due i profili ritenuti fortemente critici dalla categoria. In primo luogo, si fa notare che la trasmissione dei dati non è un automatismo a costo zero: le informazioni, infatti, arriveranno alle Entrate attraverso un adempimento che grava su medici e dentisti, chiamati a trasmettere i dati sulle fatture al Sistema tessera sanitaria.

 

In secondo luogo, a preoccupare non è solo l'adempimento in sé, ma anche le sanzioni previste in caso di «omessa, tardiva o errata trasmissione» che ammontano a 100 euro per ogni mancato o erroneo invio e possono arrivare fino a 50mila euro. In realtà su questo punto va fatta una precisazione perché la nuova sanzione è contenuta nell'articolo 23 del Dlgs 158/2015 attuativo della delega fiscale ma tutta la riforma relativa alle sanzioni amministrative entrerà in vigore soltanto dal 2017. Quindi potrebbe esserci un anno di “scopertura” rispetto a eventuali omissioni o errori sui dati sanitari. Comunque, se la comunicazione delle fatture riguarderà tutti i medici, c'è un altro adempimento «imposto» alla Federazione ed è quello relativo all'invio dei dati dei singoli professionisti, necessario per l'accreditamento al sistema. Entro il 22 ottobre scorso la Fnomceo avrebbe dovuto trasmettere al fisco i dati sugli iscritti. Ma, visto che gli Albi sono pubblici e che il ministero li può consultare direttamente online, la Federazione ha deciso di non fornire i dati. Anche gli Ordini provinciali avrebbero un compito da svolgere: sono infatti chiamati a rilasciare ai professionisti le credenziali di accesso al sistema tessera sanitaria, altro fronte del No da parte degli Omceo.

 

 

E poi Fnomceo fa notare che il medico diventa burocrate con un carico amministrativo particolarmente oneroso aggravato dall'imposizione di dotarsi di software specifici e procedure e sistemi di documentazione senza peraltro distinguere tra professionisti e dipendenti col rischio anche d'incorrere in errori nella spedizione. A tutto ciò si aggiungono difficoltà di ordine pratico, per esempio la ripetizione, con diverse modalità, degli adempimenti tributari del 2015. Senza contare che in alcune regioni le piattaforme per l'invio dei dati sono diverse. E infine non mancano i problemi relativi alla privacy, alle percentuali di detrazione, magari diverse tra i coniugi, e ancora per le spese dei disabili e dei familiari non a carico.
 

 

Il «peso» degli adempimenti legati al 730 precompilato non convince neanche l'Andi, l'associazione nazionale dentisti italiani. Sanzioni e aggravio di adempimenti e costi per gli studi hanno spinto l'Andi a decidere di impugnare il decreto ministeriale sulla trasmissione dei dati al Tar Lazio. A questo si aggiunge poi un altro fronte, che riguarda la successiva fruizione delle informazioni una volta arrivate. I Caf si dicono preoccupati perché potrebbero trovarsi a gestire situazioni in cui le spese precaricate (di cui per motivi di privacy sarà visibile solo il totale) non coincidono con la somma delle ricevute o degli scontrini che i contribuenti porteranno. «L'unica soluzione immaginabile - sottolinea Pietro Cerrito, presidente del Caf Cisl - è che i Caf possano vedere i dati scomposti. D'altronde la stessa riservatezza che siamo chiamati ad assicurare sui dati economici possiamo garantirla sui dati sanitari».

 

Bisogna prevedere un periodo di transizione per l'attuazione delle norme che impongono ai medici di fornire informazioni dei dati per il 730 precompilato, in particolare per le sanzioni ora previste. E' quanto dichiara il vicepresidente della commissione Anagrafe tributaria, Alessandro Pagano (Area popolare) "Per questo lavoreremo, nel passaggio alla Camera della manovra finanziaria - prosegue il parlamentare - per provare a rendere inapplicabili queste sanzioni per uno specifico periodo che sarà successivamente definito". "Questo è quanto emerso durante il proficuo incontro che abbiamo avuto ieri mattina in commissione con i rappresentanti della FnomCeO-Federazione nazionale degli Ordini dei Medici chirurghi e degli Odontoiatri. In qualità di organo di controllo - prosegue Pagano - abbiamo concertato insieme l'importanza dell'informatizzazione e della digitalizzazione del sistema sanitario, al fine di razionalizzare e ottimizzare e rendere più efficiente tutto il comparto e garantire servizi migliori per i pazienti. Tra gli interventi sui quali è stata posta l'attenzione: il fascicolo sanitario ovvero l'archivio storico della situazione clinica del paziente, utile tra l'altro nel contrasto all'inappropriatezza e alle duplicazioni delle prestazioni mediche. E il sistema della Tessera sanitaria che, appunto, mette a disposizione dell'Agenzia delle entrate le informazioni relative le spese sanitarie sostenute dai cittadini, ai fini della predisposizione della dichiarazione dei redditi precompilata. In merito - conclude Pagano - è stata ravvisata l'opportunità di una maggiore sinergia tra gli attori in campo, inclusi la Sogei e il Ministero della Salute".

 

 

Anche i commercialisti bocciano la norma sulle sanzioni ai medici e farmacisti che non trasmettono correttamente i dati fiscali per il 730 precompilato. Il “no” è arrivato durante l’audizione del presidente del Consiglio nazionale dei commercialisti, Gerardo Longobardi, davanti alla commissione bicamerale di vigilanza sull’Anagrafe tributaria: i nuovi obblighi in materia di dichiarazione dei redditi - ha detto Longobardi - comportano un aggravio delle procedure che, il più delle volte, ricadrà sui consulenti fiscali dei medici e degli altri professionisti coinvolti. Opportuno, è quindi l’appello di Longobardi, sospendere o mitigare le sanzioni previste dal d.lgs 158/2015 (100 euro per ogni comunicazione errata, tardiva o non effettuata), e parallelamente accelerare «il rilascio delle credenziali per l'accesso al sistema Tessera sanitaria» a tutti i professionisti interessati.



L’intervento dei commercialisti acquista ancora maggiore urgenza alla luce della sgradita disposizione spuntata nel ddl Stabilità, attualmente all’esame della commissione Bilancio del Senato: all’articolo 9 comma 11, infatti, il disegno di legge anticipa al 1 gennaio 2016 l’entrata in vigore delle sanzioni, originariamente fissata per l’inizio del 2017. In tutta risposta Federfarma, che sul tema aveva già avuto nelle settimane scorse alcuni incontri con i Ministeri, ha sospeso le procedure di sperimentazione delle attività informatiche concordate con Agenzia delle Entrate e Sogei per preparare le farmacie all’invio dei dati. Secondo quanto dispone il mandato conferito alla presidenza dall’assemblea del 14 ottobre, il sindacato riprenderà la collaborazione con la parte pubblica soltanto quando la questione sanzioni verrà risolta in modo da evitare ai titolari insostenibili aggravi.

 

 

Fonte: ansa, sole24ore, fnomceo

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