La clownterapia entra in corsia

Medicina Generale | Redazione DottNet | 08/01/2009 15:08

Il dottor Patch Adams e il suo naso rosso hanno vinto ancora. La clownterapia entra ufficialmente nelle corsie degli ospedali italiani con fondi del governo. In tutto due milioni di euro per ''finanziare'' il sorriso fra i bambini ricoverati in ospedale.

 L'avviso per il sostegno dei progetti è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale alla vigilia di Natale. Delle risorse - attinte dal Fondo per le politiche ai diritti e le pari opportunità - potranno usufruire associazioni del terzo settore impegnate in attività di 'clowneria'. Obiettivo ''è stimolare la parte sana della persona, ironizzando sulle pratiche mediche. Così da accelerare il processo di guarigione. Il clown dottore non fa animazione, ma opera un cambiamento terapeutico usando la 'clowneria', la magia, il gioco comico o poetico, come metafora terapeutica per far scaturire l'energia vitale del ridere come emozione-sfondo e stato alterato di coscienza''. Saranno finanziati non solo progetti di clown terapia in ospedale ma, fra l'altro, anche corsi di formazione in materia. Per la presentazione delle domande per accedere ai fondi c'e' tempo fino a 40 giorni a partire dal 24 dicembre scorso. I medici, anche quelli degli istituti pediatrici di maggior prestigio in tutto il mondo, hanno da tempo vinto le resistente che incontro' Hunter ''Patch'' Adams, il medico statunitense che mise le basi di una terapia olistica molto particolare: quella appunto del sorriso, anche nota come clownterapia. Conosciuto ai più grazie al film Patch Adams, interpretato da Robin Williams, il medico sostiene che il vero scopo non è curare le malattie, ma prendersi cura del malato, stravolgendo alcuni dei concetti cardine della medicina accademica. Oggi i clown hanno le porte aperte di tutti gli ospedali occidentali e lavorano anche come volontari in molte zone di guerra. I clown in corsia all'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma sono ormai una presenza fissa da diversi anni in alcuni reparti difficili, come oncologia ed ematologia. ''Lavorano in squadra con il personale medico ed infermieristico - ha spiegato il coordinatore del dipartimento di medicina pediatrica dell'ospedale Bambino Gesù, Alberto Ugazio - ogni giorno entrano nelle stanze, aiutano i piccoli ricoverati''. Non c'e' nulla di improvvisato nello strappare un sorriso ad un bambino che sta male. I volontari seguono un corso, guidati da personale che, spesso si e' specializzato negli Stati Uniti. Alcuni corsi interregionali per la ''Medicina del sorriso'' sono stati anche finanziati in passato dall' Unione europea e coinvolto le Regioni Toscana, Calabria, Lazio, Piemonte e Sardegna.

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