In scadenza il decreto sulla conservazione del cordone ombelicale

Redazione DottNet | 08/01/2009 15:11

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A poche settimane dalla scadenza per l'emanazione del decreto ministeriale in materia di conservazione autologa del cordone ombelicale, la storia della guarigione di Dallas Hextell, pubblicata sulla rivista statunitense ''Newsweek'', induce la senatrice Donatella Poretti parlamentare Radicali - Partito Democratico, a chiedere che venga emanato subito un decreto per la conservazione delle cellule del cordone.

Fino ad oggi il divieto di conservazione autologa in Italia si basava sul fatto che mentre la donazione era utile e che molti trapianti eterologhi (dove donatore e paziente sono diversi) sono stati realizzati con successo per curare malattie del sangue, come talassemia e leucemia, non era invece documentata l'utilità del trapianto autologo (dove donatore e paziente coincidono). Argomentazioni che Poretti giudica ''non convincenti: la donazione in Italia è un miraggio e l'alternativa al cestino dei rifiuti della sala parto resta la conservazione nelle biobanche private all'estero''. A sfatare l'inutilità della conservazione autologa arrivano, spiega Poretti, storie come quella di Dallas Hextell, un bimbo americano di 9 mesi che ha ricevuto una diagnosi di paralisi cerebrale, una lesione neuronale molto grave causata dalla mancanza di ossigeno in utero o alla nascita. Senza prospettive di guarigione il bambino è entrato in uno studio clinico sperimentale della Duke University su trapianti di cellule staminali autologhe (cioè conservate per l'uso eventuale sullo stesso donatore). Una settimana dopo il trapianto, il bambino ha iniziato improvvisamente a parlare chiamando la mamma, e oggi che ha 2 anni cammina senza aiuto. Una vicenda che Poretti propone all'attenzione del Governo e del Parlamento.