Il paziente non segue le terapie se si cambiano i generici

Farmaci | Redazione DottNet | 18/11/2015 14:02

Studio preliminare su 2 Asl lombarde, analizzati 14.500 pazienti

I farmaci generici sono un'importante alternativa ai farmaci di marca, a parità di efficacia. Ma quando si cambiano troppi generici per una patologia il paziente si attiene meno alle prescrizioni del medico, ovvero peggiora la sua aderenza alla terapia. E' questo in sintesi il risultato preliminare di uno studio condotto in 2 ASL lombarde, a Pavia e Bergamo, promosso dall'Osservatorio nazionale sulla salute della donna (Onda) in collaborazione con DOC Generici. I risultati dello studio sono ricavati dall'analisi di oltre 14.500 pazienti delle due Asl. Sono state prese in esame sei aree terapeutiche: diabetologia, cardiologia, dislipidemie, reumatologia, psichiatria e ipertensione.

 

"L'obiettivo era vedere come si comporta il paziente quando il farmacista sostituisce un medicinale generico prescritto dal medico con un altro medicinale equivalente, con la stessa efficacia". L'indagine ha rilevato che "l'adesione del paziente alla prescrizione diminuisce, con un valore pari al 28% se la sostituzione interessa metà delle prescrizioni. In tutte e 6 le aree si è riscontrato una progressiva riduzione dell'aderenza dopo un cambio di farmaco: in media, se una prescrizione di generico su due viene sostituita con un altro equivalente, per la dislipidemia e il diabete si registra la percentuale più alta di diminuzione dell'aderenza (rispettivamente il 48% e il 36%), seguita dall'area della reumatologia (21%) e della psichiatria (19%) e dall'ipertensione (10%)". Questo calo dell'aderenza, concludono gli esperti, "implica una minore efficacia e sicurezza dei trattamenti terapeutici, con conseguente aumento del rischio di complicanze e di un peggioramento delle condizioni di salute dei pazienti".

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