Sono oltre 350mila i bambini non vaccinati per il morbillo

Redazione DottNet | 20/11/2015 13:17

Allerta pediatri anche per influenza, +25% ricoveri nel 2014

Come se si 'perdesse' un'intera Firenze: sono infatti oltre 358mila, pari alla popolazione fiorentina, i bambini italiani che non sono stati vaccinati contro morbillo, parotite e rosolia negli ultimi 5 anni, con il rischio che questa seria malattia possa tornare ad essere epidemica. A fare i calcoli è la Società Italiana di Pediatria (Sip) che, in occasione degli Stati Generali svoltisi a Roma, lancia anche l'allarme sulle "ancora troppe disparità regionali nell'offerta vaccinale, dal momento che ciascuna regione fa riferimento al proprio calendario".

Ma c'è di più: "L'aggravante è che la tendenza negativa si è accentuata negli ultimi due anni, che da soli registrano 139.747 bambini non vaccinati. E anche le vaccinazioni obbligatorie per legge - avverte il presidente Sip Giovanni Corsello - hanno registrato una flessione. La riduzione delle coperture vaccinali, nel corrispondente periodo, ha infatti riguardato 147.456 bambini non immunizzati con un ciclo completo di esavalente (vaccino che comprende polio, difterite, epatite B, tetano, pertosse, Hemophilus influenzae)".

Per usare lo stesso paragone, è come aver perso una fetta di popolazione grande come il comune di Rimini. Sulla base di questi dati, rilevano gli esperti, il nostro Paese si colloca "al limite della soglia di sicurezza".

Secondo il Piano di prevenzione dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, il morbillo doveva essere debellato in Europa entro il 2015, ma in Italia la copertura vaccinale negli ultimi anni è calata, allontanandosi sempre più dal 95%, valore fissato dall'Oms per garantire l'eradicazione di questa malattia. Così, nel 2014 in Italia si sono registrati più di 1600 casi di morbillo.

A ribadire il ruolo essenziale delle vaccinazioni anche il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin: "Sta diventando sempre più importante contrastare i fenomeni di controcultura antivaccinaria. La vaccinazione - ha sottolineato in un messaggio - rappresenta uno degli interventi più efficaci e sicuri''.

Ed i ragazzi sembrano esserne consapevoli: secondo una ricerca Sip, i vaccini sono importanti per il 70% dei giovani, secondo cui "tutti dovrebbero farli", anche se pochi conoscono la propria storia vaccinale.

Gli Stati generali sono stati anche l'occasione per un 'talk show' tra gli esperti e varie scolaresche presenti, con l'obiettivo di 'smontare' i falsi miti sulle vaccinazioni.

Ed in vista del prevedibile aumento dei casi di influenza stagionale, con il prossimo abbassamento delle temperature, dai pediatri arriva anche il consiglio di vaccinare i bambini, anche quelli non affetti da malattie croniche, per i quali l'immunizzazione è già fortemente consigliata e gratuita.

Vaccinare i piccoli contro l'influenza, a partire dai sei mesi di vita e soprattutto se frequentano già asili nido o scuola materna, spiegano gli esperti, è importante per prevenire complicanze che possono rivelarsi anche gravi: solo lo scorso anno si è registrato un +25% di ricoveri tra i bimbi non immunizzati, proprio per malattie respiratorie collegate ai virus influenzali.

Insomma, vaccinarsi 'conviene' e va sgombrato il campo da false credenze, come ha sottolineato oggi Corsello dinanzi alla platea di studenti: "Va ripetuto che i vaccini sono sicuri, non ci sono malattie connesse alla vaccinazione e le eventuali complicanze sono transitorie e risolvibili".

 

 

fonte: ansa