Ex specializzandi, primi rimborsi anche per gli anni dal 1978 al 1983

Redazione DottNet | 20/11/2015 13:28

I giudici felsinei con la recente sentenza n.3063/2015 applicano il nuovo orientamento della Cassazione. Per le casse dello Stato il rischio di esborso è superiore agli oltre 4 miliardi già stimati. Prende quota la transazione proposta da tre Ddl: accordo valido solo per chi avrà fatto ricorso

Ancora una vittoria per gli ex specializzandi. Lo Stato è stato condannato a pagare oltre tre milioni di euro ai medici, seguiti da Consulcesi, ai quali era stata negata la borsa di studio durante la scuola post laurea in Medicina. La recentissima sentenza (n.3063/2015), emessa nei giorni scorsi dal Tribunale di Bologna, contiene un importante elemento di novità. Viene infatti applicato quanto disposto nei mesi scorsi dalla Cassazione: rimborsi estesi anche a ciascun anno di specializzazione tra il 1978 e il 1983. La Suprema Corte aveva infatti ribaltato il precedente orientamento secondo cui il rimborso, per la mancata applicazione in Italia di precise direttive europee, spettava solo a chi si era specializzato tra il 1983 ed il 2006. Tra i ricorrenti ai quali il Tribunale di Bologna ha dato ragione ci sono decine di medici che avevano iniziato la specializzazione tra il 1978 ed il 1983.


«Il diritto al risarcimento del danno da inadempimento della direttiva comunitaria n. 82/362/CEE e n. 76/363/CEE, […] – recita la sentenza del Tribunale di Bologna nell’accogliere il ricorso presentato da Consulcesi  – spetta anche ai medici specializzandi che avevano già iniziato il corso di specializzazione prima del 31 dicembre 1982, attesa l’assenza nelle citate direttive, di una limitazione della platea dei beneficiari del diritto alla retribuzione ai soli medici iscritti ai corsi di specializzazione a partire dal 1° gennaio 1983, e, comunque dovendosi ritenere una diversa interpretazione in contrasto con il criterio – funzionale al ristoro di tutti i danneggiati per il ritardo del legislatore – dell’applicazione c.d. retroattiva e completa delle misure di attuazione della norma comunitaria (Cass. n. 10612/2015; Cass. n. 17434/2015)».


Secondo i dati della FNOMCeO, la federazione degli Ordini dei Medici, sono 160mila i medici specializzati tra il 1983 ed il 2006. Di questi, l’85% dei ricorrenti è stato, ed è tuttora, tutelato da Consulcesi, che si è vista già riconoscere oltre 400 milioni di euro in loro favore. Estendendo la possibilità di agire in sede legale anche a chi ha iniziato a specializzarsi, sostanzialmente dal 1978 in poi, il rischio di esborso per lo Stato – ora calcolato già oltre 4 miliardi – rischia di diventare ancora maggiore proprio per via dell’aumento degli anni di specialità che possono essere rimborsati. Appare, dunque, sempre più urgente trovare una soluzione. In discussione al Parlamento ci sono già tre Ddl che propongono un accordo transattivo, valido per chi avrà fatto ricorso prima della trasformazione in legge, che permetterebbero di risparmiare diversi miliardi.


«La giurisprudenza sul tema è ormai consolidata – commentano da Consulcesi – e sulla transazione proposta dai Disegni di Legge c’è un’ampia convergenza di tutte le forze politiche, interessate a garantire i diritti dei medici e allo stesso tempo ad evitare un salasso allo Stato. L’accordo sarà valido per chi avrà fatto ricorso prima della trasformazione in legge dei Ddl. Per questo motivo, da oggi parte l’ultima azione dell’anno, con numerosi OMCeO, Enti, Associazioni, Sindacati e Società Scientifiche che hanno convenzionato tutti i loro iscritti. Insieme faremo valere i diritti di migliaia di camici bianchi.

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