Medicina difensiva, medici contro pazienti: i commenti

Professione | Redazione DottNet | 20/11/2015 19:04

Cassi (Cimo), auspichiamo pronta approvazione da Parlamento. Aceti (Tdm), cittadini saranno in coda tra creditori del Ssn. Fnomceo: Continueremo a seguire l'iter legislativo del provvedimento

"Un giudizio sostanzialmente positivo, ma non privo di ombre" quello che l'Anaao Assomed, sindacato dei medici ospedalieri, esprime nei confronti del ddl sulla responsabilità professionale approvato dalla Commissione Affari Sociali della Camera. "Il primo dato da apprezzare", secondo il segretario Costantino Troise, è "l'attenzione verso un tema su cui si sono versati fiumi di parole nell'arco di 20 anni senza che si fosse mai giunti ad una ridefinizione legislativa". La novità "più rilevante", sottolinea Troise, è "nel passaggio dalla responsabilità contrattuale a quella extracontrattuale per il medico dipendente, che comporta che la colpa del sanitario deve essere provata da chi pretende il risarcimento, dando maggiore serenità anche ai molti giovani che vivono nel precariato".

 

"Assolutamente non condivisibile" è, invece, "la possibilità che al professionista venga richiesto di sborsare denaro in conseguenza del risarcimento, a causa della presenza, nel testo, di molte fattispecie di possibili rivalse". Intanto, conclude, "apprezziamo la volontà di porre un freno all'aumento dei contenziosi, spesso del tutto velleitari". Chiede "tempi rapidi per l'approvazione definitiva", Riccardo Cassi, segretario della Cimo, la Confederazione italiana medici ospedalieri. Il ddl, sottolinea, "può contribuire a riportare serenità nel lavoro del medico, del quale viene finalmente riconosciuta la peculiarità, introducendo nel nostro ordinamento norme specifiche per la cosiddetta colpa "medica". Il percorso parlamentare tuttavia non è ancora concluso, ricorda Cassi, e "già altre volte ddl approvati dalle Commissioni non sono mai giunti all'approvazione definitiva".

 

"E' una legge che potrebbe essere inconstituzionale", "rischia di penalizzare i diritti del malato" e di "mettere i cittadini danneggiati in coda tra i creditori del Servizio Sanitario Nazionale". E' un fermo 'no' quello che arriva da Tonino Aceti, coordinatore del Tribunale dei Diritti del Malato-Cittadinanzattiva, in merito al ddl sulla responsabilità medica approvato in Commissione Affari sociali della Camera. "Si fa ancora in tempo a cambiarlo", è l'appello che manda ai parlamentari. Ad esser "pericoloso", secondo Aceti, in particolare è che "l'onere della prova dell'errore sanitario si scaricherà sul più debole".

 

"Se sino ad oggi era il medico a dover dimostrare di non essere colpevole, grazie al ddl, sarà il il cittadino, a dover dimostrare, non solo il danno ma anche la dinamica dei fatti. E per di più avrà a disposizione solo 5 anni per avviare l'azione risarcitoria, e non più 10 come oggi". Da questo punto di vista il ddl "presenta profili di incostituzionalità perché lede l'art.24 della Costituzione che sancisce il diritto di difesa e azione in giudizio, vietando quindi che una legge possa renderne impossibile o difficile l'esercizio". Il rischio, seppure dovesse riuscire a dimostrare le proprie ragioni, prosegue, "è che si vedranno cittadini danneggiati in coda tra i creditori del Servizio Sanitario Nazionale, per mancanza di cassa". Le strutture infatti, secondo il ddl, potranno attivare delle auto-assicurazioni utilizzando risorse del proprio bilancio. Ma già oggi, precisa il coordinatore del Tribunale dei diritti del Malato, "laddove già accade, non ci sono sempre materialmente i soldi per risarcire chi ha ricevuto danni, soprattutto in Regioni in Piano di rientro. E nel ddl non ci sono garanzie in tal senso". Ma, a monte, "a esser sbagliati sono i presupposti", puntualizza Aceti. "Uno degli assunti da cui parte il ddl, è che a dettarlo sia la necessità di arginare la medicina difensiva", ma "non c'è certezza sulla sua reale entità, anzi assistiamo a un 'totonumeri'". Infine, "neanche l'ipotizzato automatismo tra medicina difensiva e necessità di rivedere la normativa sulla responsabilità professionale", conclude, "è così scontato, visto che da un'indagine dell'Agenas solo per il 47% degli intervistati questa soluzione potrebbe essere utile".

 

"Un plauso alla Commissione Affari Sociali e al relatore del testo, Federico Gelli, per aver definito una materia così complessa in tempi rapidi". Così la presidente della Federazione nazionale degli ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri (Fnomceo), Roberta Chersevani, in merito all'approvazione, in Commissione Affari Sociali della Camera, della proposta di Legge in materia Responsabilità professionale del personale sanitario. Il testo, sottolinea la Fnomceo, verrà approfondito da un esame collegiale da parte del Comitato Centrale. "Seguiremo con attenzione e responsabilità - conclude Chersevani - l'iter legislativo, offrendo come di consueto il nostro contributo di idee per giungere a una soluzione adeguata per la tutela della salute e dei cittadini e della professione medica".

 

fonte: anaao, cimo, fnomceo, cittadinanzattiva

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