Liste di attesa e forniture, le Asl arrancano

Redazione DottNet | 23/11/2015 20:55

Rapporto Agenas, bocciate Campania, Marche e Molise

Dalla pubblicazione online delle informazioni sui bandi di gara a quelle sui bilanci, le aziende sanitarie italiane sembrano aver intrapreso il percorso virtuoso della trasparenza, ma di strada da fare ce ne è ancora molta. In particolare al Sud, e su alcuni aspetti 'a rischio', come i contratti di fornitura stipulati con i privati, che solo il 35% delle asl rende noti, e le liste d'attesa, pubblicate in modo dettagliato solo in 7 regioni. E' il quadro che emerge dal 'Primo Rapporto sullo stato di attuazione delle azioni adottate dalla sanità pubblica in materia di trasparenza ed integrità', realizzato dall'Agenzia nazionale per i Servizi Sanitari Regionali (Agenas) in collaborazione con Libera e presentato ieri a Roma.

 

 

Per cercare di combattere l'annoso problema della corruzione in sanità, che per il ministro della Salute Beatrice Lorenzin, è un vero e proprio "attacco diretto alla vita delle persone", l'Italia si è dotata, nel 2012, di una legge ad hoc che mira a rendere consultabili dai cittadini quante più informazioni possibili sull'utilizzo delle risorse pubbliche. Uno sforzo che lascia ancora molto a desiderare, ad esempio per quanto riguarda la trasparenza dei rapporti delle aziende sanitarie locali con i privati, "uno dei settori più spesso oggetto di segnalazioni da parte degli organi preposti all'accertamento di elementi di opacità e illegalità": 129 su 142 mostrano, sul proprio sito web, l'elenco delle strutture accreditate, ma solo 6 su 10 pubblicano anche i contratti di fornitura stipulati. Totalmente carenti sono Marche e Molise. Quanto ai bilanci, molto spesso vengono messi on line, ma solo il 58% delle aziende prevede una pubblicazione dei dati in forma sintetica e semplificata, sintomo che "la trasparenza è vista "come un adempimento burocratico che consiste nel mettere on line dei documenti", ma non nel renderli 'comprensibili'.

 

 

La sanità, specifica Nerina Dirindin, senatrice Pd e membro dell'associazione Libera, "è tra i settori della pubblica amministrazione più avanti nella pubblicazione di informazioni. Molto però resta ancora da fare per rendere le regioni realmente 'partecipi' e non semplicemente 'adempienti'". Le regioni più virtuose sono Emilia Romagna (dove si trovano 5 tra le 10 aziende 'più trasparenti'), Trentino Alto Adige e Friuli Venezia Giulia. Mentre le maggiori difficoltà si incontrano in Molise, Calabria e, soprattutto, Campania. Il monitoraggio, commenta Lucia Borsellino coordinatrice per l'Agenas del lavoro per l'attuazione del Protocollo d'intesa anticorruzione, "mostra un'importante diversità tra Nord e Sud che ci spinge a fare interventi più accurati per promuovere una cultura omogenea della trasparenza sul territorio". Ma la trasparenza riguarda anche le liste d'attesa, vero e proprio tallone d'Achille di molti sistemi sanitari regionali e spesso luogo in cui si celano "abusi ed inefficienze nell'accesso ai servizi". La legge prevede che le aziende sanitarie pubblichino nel proprio sito web una pagina dedicata, cosa che fanno il 93% delle aziende. Ma a fronte di 10 regioni in cui il 100% delle aziende risultano adempiere, troviamo anche le Marche, dove lo fa solo il 25%. Infine, solo in 7 regioni si danno anche informazioni sulle singole tipologie di prestazioni.

 

 

 

Fonte: ansa

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