Influenza, solo il 40% degli Mmg può scegliere il vaccino

Redazione DottNet | 25/11/2015 21:12

A rischio l'appropriatezza prescrittiva,in particolare per gli over 65

 Soltanto 4 medici di famiglia su 10 possono scegliere il tipo di vaccino antinfluenzale da richiedere alla Asl di appartenenza e ciò mette a rischio l'appropriatezza prescrittiva nei confronti del paziente, in particolare per gli over 65. A sollevare la questione è la Società scientifica dei Medici di Medicina Generale (Metis), in base ai risultati di un'indagine condotta nel 2015 su un campione di 1041 medici di medicina generale in tutta Italiai. La quasi totalità dei medici intervistati (il 99,7%), afferma la survey, considera la vaccinazione antinfluenzale uno strumento di prevenzione importante e prioritario.

Soltanto il 30% di essi, tuttavia, è soddisfatto delle azioni pubbliche messe in atto per promuovere la vaccinazione degli over 65, una delle categorie più esposte al rischio influenza e più bisognosa di essere tutelata da azioni preventive appropriate. In merito alla scelta del vaccino, il 57,25% dei medici ha dichiarato di aver adottato anche il vaccino "adiuvato", indicato in particolare per gli over 65 perché, rispetto ai vaccini convenzionali, rafforza maggiormente il sistema immunitario, proteggendo dalle complicanze dell'influenza.

Soltanto il 40% del campione, però, ha affermato di poter scegliere quali vaccini richiedere tra i quattro forniti dalle Asl (convenzionale, adiuvato, intrademico e tetravalente). "Il medico di famiglia - ha commentato il vice presidente di Metis, Tommasa Maio - deve poter scegliere quale vaccino utilizzare perché è fondamentale valutare la storia clinica per definire l'approccio più indicato per ciascuno dei nostri assistiti". In tal senso, ha concluso Maio, "appare evidente la necessità di potenziare il ruolo della medicina generale nella governance della politica vaccinale"

 

Il 99,7% dei medici considera la vaccinazione anti influenzale uno strumento di prevenzione importante e prioritario, ma solo circa il 30% è soddisfatto delle azioni pubbliche messe in atto per promuovere la vaccinazione degli over 65 anni, si legge ancora nell'indagine svolta da Metis su un campione di 1000 Medici di Medicina Generale.
 

'La 'fotografia' che emerge dalla nostra ricerca, conferma la piena consapevolezza della classe medica rispetto alla valenza della vaccinazione anti influenzale' spiega Tommasa Maio, responsabile per Fimmg del progetto 'Mmg e Vaccinazioni'. In merito alla scelta del vaccino, oltre il 57% dei medici ha dichiarato di aver adottato anche il vaccino adiuvato, come ricevuto della Asl, ma solo il 40% dei medici dichiara di poter scegliere quali vaccini richiedere alla Asl di appartenenza. 'In tal senso, appare evidente la necessita' di potenziare il ruolo della Medicina Generale nella governance della politica vaccinale, che deve potersi fondare, a maggiore tutela dei pazienti, sull'appropriatezza prescrittiva'.
 

I vaccini adiuvati, rispetto ai vaccini convenzionali, sono infatti particolarmente indicati nella popolazione over 65 in quanto agiscono rafforzando il sistema immunitario proteggendo dalle complicanze dell'influenza che, soprattutto in presenza di malattie croniche concomitanti come diabete, patologie cardiovascolari o respiratorie, vanno a peggiorare ulteriormente la condizione clinica. L'influenza stagionale lo scorso anno ha colpito il 10% della popolazione mondiale pari a oltre 6 milioni di persone ma viene ancora oggi sottovalutata. Manca soprattutto la consapevolezza che nei soggetti a rischio l'infezione possa portare a delle gravi conseguenze, sebbene ogni anno si contino in Italia in media circa 8.000 decessi direttamente correlati alle complicanze da influenza, di cui il 90% riguarda gli over 65.


 

'In questi anni abbiamo registrato un progressivo calo delle vaccinazioni, soprattutto nella popolazione anziana, tanto che, guardando ai dati, con lo scorso anno possiamo dire di aver fatto un salto indietro di ben 15 anni in termini di coperture vaccinali, tornando ai livelli della stagione 2000-2001 e arrivando a vaccinare a malapena il 50% nella popolazione anziana' spiega Giovanni Rezza, Direttore del Dipartimento di Malattie Infettive, Istituto Superiore di Sanita'. 'Gli ultimi dati della rilevazione Influnet, aggiornati al 15 novembre, mostrano un progressivo aumento dei casi, che hanno superato quota 193.000. Ancora non siamo nella fase epidemica, ma il picco del contagio è atteso tra dicembre e gennaio, ed è quindi importante proteggersi per tempo con la vaccinazione'.

 

 

fonte: metis

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