L'insonnia costa cara

Redazione DottNet | 08/01/2009 15:31

L'insonnia costa cara a chi ne soffre ma sono alte anche le perdite in termini di giornate di lavoro perse e produttività nazionale ridotta. E chi disperatamente è alla ricerca di una notte di riposo si rivolge troppo spesso all'alcol piuttosto che alle cure adatte.

In totale l'insonnia, che solo in Italia colpisce 12 milioni di persone in modo più o meno grave, costa fino all'uno per cento del Pil di un paese. Più precisamente, secondo uno studio canadese guidato da Meagan Daley, psicologo dell'Universite Laval di Quebec, pubblicato sulla rivista Sleep emerge che la perdita di produttività per anno e per individuo che soffre di insonnia è pari a 27,6 giorni lavorativi, mentre le assenze dal lavoro sono pari a quasi quattro giorni e mezzo l'anno. Il 75% dei costi sociali complessivi e' rappresentato proprio dalle spese in termini di riduzione di produttività e perdita di giorni di lavoro, mentre affidarsi a cure mediche e farmaci specifici farebbe risparmiare molti soldi. I dati fanno parte di uno studio epidemiologico che ha coinvolto circa mille volontari con un'età media di 43,7 anni che hanno risposto ad un questionario sul sonno. Il 51,7% delle persone intervistate non aveva problemi di insonnia, mentre il 32,3% accusava solo sintomi e il restante 15,4 soffriva di insonnia conclamata. Secondo lo studio canadese il primo rimedio a cui si ricorre per curare l'insonnia è l'alcol, il cui costo totale stimato è pari al 60% dei soldi spesi annualmente per il trattamento dell'insonnia. Rivolgersi a specialisti, invece, costa solo il 32,6% del totale e le cure mediche pesano meno dell'uno per cento. Secondo gli autori dello studio, aumentare l'informazione sulla disponibilità e l'efficacia dei farmaci per il trattamento dei disturbi del sonno potrebbe portare ad una forte riduzione dei costi sociali dell'insonnia. La qualità del sonno è del resto importante anche per altri aspetti della salute: secondo i dati della società italiana di medicina del sonno le patologie cardiovascolari colpiscono per il 27% i non insonni e per il 37% gli insonni, e così le malattie muscolo-scheletriche interessano il 24% di coloro che dormono bene e il 31% di chi si rivolta nel letto, mentre anche per i problemi di digestione dormire bene (16%) e male (23%) fa differenza. Diagnosticare e curare per tempo una insonnia occasionale è importante, prima che diventi cronica. Perchè il 17-50% di chi soffre di insonnia per un periodo anche solo di 2 settimane è a rischio di sviluppare un episodio di depressione. Ma il 56% non si cura affatto. Anzi, il 40% di questi rifiuta le cure. Mentre, tra coloro che si curano (44%) il 7,3% ricorre al 'fai da te'. Gli alimenti consigliati nella dieta di chi non chiude occhio sono pane, pasta e riso ma anche lattuga, radicchio, aglio e formaggi freschi, uova bollite, latte caldo e frutta dolce favoriscono il sonno e aiutano l'organismo a rilassarsi mentre alimenti conditi con curry, pepe, paprika e sale in abbondanza ed anche salatini, alimenti in scatola e minestre con dado da cucina rendono più difficile addormentarsi.

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