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Vaccino antinfluenzale, scesi ai livelli del 2000

Infettivologia

Negli ultimi cinque anni la vaccinazione antinfluenzale ha registrato, in Italia, una contrazione di quasi sei punti percentuali: nella stagione 2009/2010, infatti, la copertura si attestava al 19,6%, in quella 2014/2015 si ferma al 13,6%. Il dato arriva da una nota dell’Istituto superiore di Sanità, nella quale si ricorda che nel nostro Paese la stagione influenzale vera e propria deve ancora partire e, dunque, questo rappresenta «il momento migliore per vaccinarsi».

«La causa del trend negativo» spiega in particolare Walter Ricciardi, presidente dell’Iss «è dovuto in parte a falsi allarmi legati a presunti danni da vaccino. In nessun caso questi allarmi sono stati confermati, anzi ci sono diversi studi che mostrano un effetto protettivo del vaccino, sia tra i bambini di età compresa fra i 6 mesi e i 2 anni (per i quali comunque la vaccinazione non viene raccomandata in Italia) sia nelle persone a rischio di complicanze. In particolare, oltre a ridurre il rischio diretto di gravi complicanze, talvolta letali, il vaccino è in grado di ridurre il rischio di eventi cardiovascolari, come mostrato da studi sperimentali ed osservazionali condotti in diversi gruppi di popolazione».

Secondo i dati dell’Istituto, la contrazione registrata negli ultimi anni ha riportato la copertura vaccinale del Paese ai primi anni 2000. Il tasso di profilassi negli anziani, che era al di sotto del 50% prima del 2000, era cresciuta nel tempo fino a toccare una punta massima del 68,3% nel 2005/2006, per poi scendere a partire dalla stagione successiva a quella dell’anno pandemico (il 2009), ma restando al di sopra del 60% fino al 2011/2012, per poi crollare dal 55,4% del 2013/2014 al 48,6% del 2014/2015.

 

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fonte: federfarma, iss

Infettivologia
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