Di Iorio (Credifarma): la sfida del capitale in farmacia

Redazione DottNet | 30/11/2015 13:40

Michele Di Iorio, presidente di Federfarma Campania, tira un bilancio dell’ottava edizione di Pharmexpo, il salone dell’industria farmaceutica ospitato a Napoli dal 20 al 22 novembre. Di seguito l'intervista rilasciata a Filodiretto, la rivista di Federfarma

Michele Di Iorio non ha dubbi: «Quella del capitale è una sfida: la categoria nel suo insieme è pronta ad affrontarla, quei pochi invece che ancora non l’hanno accettata rischiano di restarsene con il cerino in mano». Il presidente di Federfarma Campania parla a trecentosessanta gradi sul futuro della farmacia, partendo, appunto, dall'i9ngresso dei capitali in farmacia. Un argomento di grande attualità, come abbiamo già anticipato in un'intervista rilasciata da Di Iorio a Dottnet

Presidente, come già accaduto per altri eventi, anche voi avete approfittato dell’appuntamento per parlare di ddl concorrenza e apertura al capitale. Quali sono i principali spunti emersi dal dibattito?


Innanzitutto ho notato tra i titolari parecchia curiosità: nessuno è in grado di predire quello che accadrà e tutti hanno interrogativi irrisolti che fanno scalpitare. Mi sembra, peraltro, che da riflessioni e pareri sia già chiara una cosa: i problemi della farmacia di oggi hanno in sé le soluzioni e fanno quindi intuire le possibili evoluzioni del sistema.

In altri termini?


Prendiamo il problema della patrimonializzazione delle farmacie: in prospettiva ingresso dei capitali sul mercato, è stato detto a Napoli, sarà fondamentale che i titolari dividano accuratamente il patrimonio dell’azienda da quello familiare. Problema, soluzione ed evoluzione: comunque vada, la farmacia entra in una nuova epoca nella quale il comportamento dei singoli avrà tutto un altro peso.

Si sarà anche detto che la sfida del capitale si vince se si fa rete…


Sì ma io sono per reti che siano includenti e allo stesso tempo escludenti: il farmacista che in questi anni ha fatto solo sconti e ha abbattuto la redditività dei suoi colleghi, è meglio che se ne stia fuori; il farmacista che esaspera il parallel trade soltanto per il proprio tornaconto economico, preferisco tenerlo fuori dalla rete.

E sui modelli aggregativi?


Si è parlato delle società tra professionisti che la legge consente agli avvocati, e si è anticipato il possibile arrivo di una proposta di legge che consenta di creare gli stessi sodalizi anche tra farmacisti.

A Napoli, come dice il programma, avete parlato anche di Fascicolo sanitario elettronico e Dossier farmaceutico…


Il tema ha riscosso grande interesse. E il messaggio emerso, è che questi due strumenti non vanno intesi come un’opportunità di fidelizzazione del cittadino-cliente, ma come un’opportunità per integrare ulteriormente la farmacia nel Ssn e rispondere ai bisogni del cittadino-paziente. Se il dossier farmaceutico è realtà, è perché c’è un sindacato – Federfarma – che ha lavorato intensamente per averlo. Un sindacato che ora deve restare unito perché in questo momento la professione deve parlare con un’unica voce.

 

fonte: filodiretto

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