Bancomat e i medici: transazioni giù, in arrivo incentivi e sanzioni

Redazione DottNet | 01/12/2015 16:44

Incentivi e sanzioni le proposte della politica. In arrivo nuove norme sull'uso del pos

L'obbligo del bancomat per i professionisti ha generato un effetto contrario. La norma del 30 giugno scorso che impone di accettare anche pagamenti effettuati con le carte di debito quando la somma supera i 30 euro si è rivelata un boomerang perché l'utilizzo della moneta elettronica non fa registrare aumenti. Ed è per questo motivo che sono in via di approvazione provvedimenti che prevedono incentivi e sanzioni per gli inadempienti.

Eppure nel 2014  il numero di Pos in circolazione in Italia è aumentato del 20% arrivando a quota 1,8 milioni: invece un recente studio di Sos tariffe denunciava un calo del 13%, dato tuttavia smentito dai numeri ufficiali di Banca d'Italia (la contrazione c'è, infatti, solo per gli strumenti postali). D'altra parte installare un Pos ha un costo che va tra i 25 e i 180 euro l'anno, mentre in diversi casi è addirittura gratuito perché alla società di pagamenti interessano soprattutto le transazioni. Il problema, secondo gli analisti, resta l'uso per i professionisti che continuano a ignorare la norma.  D'altra parte in assenza di sanzioni, non poteva andare altrimenti: "Il problema non è nelle sanzioni, ma piuttosto nella cultura" ha ripetuto più volte Sergio Boccadutri, deputato e responsabile per l'innovazione del Pd.


E non sono pochi i casi di professionisti che pur di non sostenere costi fuori mercato, sono disposti a perdere qualche cliente: per quanto riguarda il commercio, quasi il 15% degli italiani rinuncia all'acquisto se non può pagare con carta, mentre il 16% cerca un altro esercizio dove è possibile comprare con uno strumento di pagamento elettronico. E in generale, ormai, 7 italiani su 10 preferiscono pagare con carta piuttosto che contanti.

Il senatore Piero Aiello (Ncd) ha presentato un disegno di legge che prevede incentivi per chi si mette in regola con il Pos e sanzioni per i contravventori. Un meccanismo - quello degli incentivi - sostenuto anche da Boccadutri che in una proposta di legge suggerisce la "limitazione dell'uso del contante e la promozione dell'impiego di strumenti di pagamento elettronici" anche attraverso "un sistema di detrazioni per i pagamenti elettronici, magari come funziona per le spese medica fissando una franchigia minima, ma resto contrario alle sanzioni punitive. Se l'85% avviene ancora per contanti la questione è puramente culturale".

La spesa maggiore per un Pos deriva però dalla percentuale o cifra fissa per ogni transazione elettronica effettuata. Se si paga con carta di credito per ogni transazione il professionista dovrà versare circa il 2% del transato, se invece la carta scelta è un bancomat il costo varia dall'1,29% all'1,84%. Nel complesso il Pos può arrivare a costa fino a 5.400 euro l'anno con un'incidenza media sul fatturato annuo del 2%.

Eppure un taglio dei costi sarebbe utile per tutti. Basti pensare che secondo gli ultimi dati di Bankitalia la gestione del contante tra le indennità di cassa, i trasporti e la sicurezza costa circa 10 miliardi euro l'anno: il 48% è in carico alle banche che a loro volta lo riversano sui propri clienti. Insomma un gatto che si morde la coda. Qualcosa, però, inizia a muoversi, a cominciare dai nuovi tetti imposti dalla Ue alle commissioni: 0,3% per carta di credito e 0,2% per i bancomat. Un modo per spostare i margini di profitto dalle banche agli esercenti.

Intanto ieri è stato approvato un emendamento alla legge di stabilità che promuove il pagamento anche di piccoli importi con il Bancomat. "Al fine di incentivare l'effettuazione di operazioni di pagamento basate su carte di debito o di credito anche per i pagamenti d'importo contenuto" relativi a operazioni "il cui importo è inferiore a cinque euro" il costo di servizio "non può essere superiore ai costi che lo stesso beneficiario avrebbe sostenuto per l'accettazione di analoghi pagamenti in contanti". L'emendamento del Pd, prima firma Boccadutri, alla Legge di Stabilità di fatto consente il pagamento con carta anche per piccoli importi.

"Sarà possibile utilizzare i pagamenti digitali anche per piccole somme: io penso sia un questione di libertà. Vogliamo che i cittadini siano liberi di scegliere come pagare, in qualunque situazione", commenta il deputato Sergio Boccadutri, responsabile innovazione del Partito democratico, sulla sua pagina Facebook.