Con l'inganno le cellule tumorali sopravvivono alla chemioterapia

Redazione DottNet | 08/01/2009 15:44

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Un vero e proprio 'inganno' che salva dai processi autodistruttivi che normalmente eliminano le cellule danneggiate o difettose.

 E' quanto attuano le cellule tumorali per sopravvivere alla chemioterapia e continuare a riprodursi indisturbate. A scoprire il meccanismo di autosalvataggio messo in atto dai tumori la Chinese University of Hong Kong. ''Le cellule cancerogene - spiega Ming-Chiu Fung, autore della ricerca pubblicata sul British Journal of Cancer - riescono a sopravvivere anche quando viene superato il punto di non ritorno del processo distruttivo innestato nelle cellule 'normali' dai cocktail chimici chemioterapici''. In pratica, spiegano gli studiosi, cellule tumorali umane del collo dell'utero, della pelle, del fegato e del seno sono riuscite a 'rimettersi in salute' dopo un bombardamento farmacologico a base di jasplakinolide, staurosporina ed etanolo, tre sostanze in grado di indurre l'apoptosi, cioè il suicidio, nelle cellule sane. ''Appena la chemioterapia viene eliminata dal corpo - continua Ming-Chiu Fung - le cellule cancerogene riassumono la loro forma e funzione e riprendono a dividersi''. Una abilità che viene persa solo nel caso in cui il nucleo (cuore della cellula che contiene le chiavi del materiale genetico) inizia a disintegrarsi, processo che per le cellule normali conclude l'autodistruzione. Secondo gli esperti, la scoperta aprirà nuove strade per la messa a punto di farmaci più efficaci per la cura del cancro.