A Eugenio Aringhieri (Dompé) il primo premio European CEO Awards 2015

Redazione DottNet | 01/12/2015 17:08

Tra le motivazioni "Una visione innovativa delle sfide del mercato farmaceutico, con uno sguardo verso il futuro del biotech e la barra aziendale dritta"

Una visione innovativa delle sfide del mercato farmaceutico, con uno sguardo verso il futuro del biotech e la barra aziendale dritta per offrire risposte ai bisogni non ancora soddisfatti dei pazienti di tutto il mondo grazie alla ricerca. Si può riassumere così la motivazione che ha portato la Giuria degli European CEO Awards, uno dei più noti riconoscimenti professionali per gli amministratori delegati, a Eugenio Aringhieri, CEO del Gruppo Dompé.

Il Premio, attribuito nella categoria Therapeutics Innovations Industry, ha inteso sottolineare l’impegno strategico promosso nell’area della Ricerca & Sviluppo, come pure nel cambio culturale in atto nel Gruppo biofarmaceutico italiano, oggi player globale nella salute grazie al focus sulle biotecnologie e al processo di internazionalizzazione che lo sta portando a una espansione geografica su tre continenti: Europa, Stati Uniti e Asia.

L’innovazione, infatti, rappresenta il valore guida nel percorso professionale di Aringhieri, con una visione originale e al contempo di grande impatto nella gestione aziendale. “Accolgo con orgoglio questo prestigioso riconoscimento che, nella mia prospettiva, non premia il singolo ma il valore del team. È grazie alla passione e alla solidità della squadra, infatti, che è possibile raggiungere traguardi sfidanti - dichiara Aringhieri -. Innovare significa ripensare con coraggio e creatività le certezze del presente: abbiamo voluto focalizzarci sulla ricerca biotecnologica, non solo come frontiera scientifica ma anche come acceleratore di un circolo virtuoso che unisce le competenze del mondo della ricerca e delle imprese, a vantaggio dei Pazienti”.

 

Il riconoscimento ad Aringhieri si inserisce in una strategia quanto mai concreta, che oggi vede il biotech tra le aree maggiormente innovative nella salute. A livello mondiale, sono biotech il 50% le molecole in sviluppo e si prevede che, nel 2025, il 70% dei prodotti in commerciò sarà frutto della ricerca. L’Europa gioca un ruolo da protagonista nell’accompagnare questa “biotech revolution”, potendo contare su circa 2.000 aziende biotecnologiche, 50.000 professionisti che vi lavorano e investimenti in R&D pari a quasi 2 miliardi di euro[2]. “Abbiamo scelto il nostro 'campo di gioco', ovvero la ricerca per bisogni terapeutici insoddisfatti dei pazienti, facendo affidamento sull’expertise e praticando l’innovazione a tutti i livelli: dalla ricerca allo sviluppo, alla produzione fino alla capacità di attrarre nuove risorse e competenze e a nuove modalità organizzative – sottolinea Aringhieri -. Solo in questo modo si può accompagnare un’azienda a competere per vincere le sfide del contesto internazionale”.

Dompé ha scelto di concentrarsi in aree ad alta domanda di salute caratterizzate da risposte terapeutiche ancora insufficienti, come la diabetologia, l’oftalmologia, l’oncologia e i trapianti, attraverso collaborazioni internazionali che comprendono quasi 200 centri d’eccellenza in tutto il mondo. L’obiettivo dell’azienda è rendere disponibili nel mondo nuove prospettive di cura, grazie alla capacità di creare network e alla possibilità di aumentare l’awareness delle patologie anche attraverso strumenti di comunicazione moderni come il web e i social media, in un programma che comprenda la scienza più elevata per giungere fino ai pazienti. “È questa la nostra sfida a medio e lungo termine – conclude Aringhieri -. Essere riconosciuti come azienda biotech fully devoted e R&D driven, impegnata a livello mondiale nel campo delle malattie rare e orfane di cura. Sapendo che a guidarci debbono essere tre principi chiave: la tensione all’eccellenza, la capacità di fare rete e l’attitudine di saper scegliere i propri compagni di viaggio”. 

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