Mnlf: col concorso farmacie sarà una fortuna se ne apriranno mille

Redazione DottNet | 01/12/2015 18:02

Mnlf: “Solo con un sistema duale si registreranno sconti consistenti sui prezzi dei farmaci”. "Col capitale nelle farmacie si apre la strada agli oligopoli"

Dal concorso farmacie alla fascia C: è un fiume in piena il presidente del Movimento nazionale liberi farmacisti, Vincenzo Devito, che ieri mattina è intervenuto in audizione in commissione Industria al Senato nell’ambito dell’esame del disegno di legge sulla concorrenza.

 

Sarà un successo – spiega Devito a proposito del concorso farmacie -, se alla fine di questo percorso, si potrà arrivare ad aprire 1000 farmacie. Il problema è il potere capillare degli attori già presenti sul mercato che hanno fatto scegliere a Comuni e Regioni sedi, destinate alle nuove aperture, dove il bacino di utenza è di circa 100 abitanti e la sopravvivenza economica è impossibile”.

 

Un altro capitolo è sulla fascia C: “Liberalizzare farmaci fascia C – dice Devito - è nell’interesse dei consumatori. Le leggi non dovrebbero ostacolare, ma anzi favorire la libera impresa”. Per aumentare il sistema di concorrenza nell’ambito della distribuzione dei farmaci non basta aprire il settore al capitale privato. Anzi, in questo modo si crea un sistema da oligopolio senza concorrenza. È piuttosto necessario incentivare un sistema duale. Non a caso, solo dopo il decreto Bersani i consumatori hanno cominciato a poter usufruire di sconti più consistenti. Risparmi che, invece, non si sono registrati laddove questa concorrenza è stata negata: sulla vendita dei farmaci di fascia C con ricetta medica”.

 


La nostra è semplicemente una richiesta di libertà – continua il leader di Mnlf -, non c’è nessun valido motivo per non liberalizzare farmaci i farmaci di fascia C”. E quindi un'analisi di tutte le principali argomentazioni utilizzate a difesa dello status quo. Problema sicurezza per i cittadini? “Non esiste, c’è sempre farmacista abilitato dietro il bancone a dispensare medicinali e, inoltre, le stesse parafarmacie sono soggette a farmacovigilanza”.

 

Quanto poi alla temuta chiusura delle farmacie in crisi, il presidente del Mnlf sottolinea: “Le farmacie non chiudono. La crisi che ha attanagliato alcune attività è spesso dovuta all’uso disinvolto delle risorse aziendali. Con la liberalizzazione di fascia C si stima per le farmacie una perdita presunta di 45-55 euro al giorno, come un’attività possa arrivare a chiudere per cifre simili è un mistero”. In questi anni, ha illustrato Devito, le farmacie hanno persolo solo il 9% del mercato in 8 anni a danno di altri canali distributivi. “C’è poi da chiarire che le farmacie non chiudono, i cittadini non rimangono sguarniti di quel servizio. Chiudono, piuttosto, le gestioni di quell’azienda mentre la concessione viene aggiudicata ad altri e il servizio prosegue”.
 

 

Citando poi lo studio Aifa nel quale si registrava un mancato risparmio in termini economici per i cittadini a seguito delle liberalizzazioni iniziate con le ‘lenzuolate’ di Bersani, il Mnlf ha sottolineato come l’aumento del costo dei farmaci di automedicazione sia stato dovuto al fatto che la stessa Aifa abbia spostato in quel periodo 430 farmaci dall'elenco di quelli con obbligo di prescrizione a quello senza obbligo di prescrizione. “La verità – ha dichiarato Devito - è che i prezzi dei farmaci da banco sono aumentati dal 2011 solo dello 0,9%, mentre, nello stesso periodo, i farmaci con obbligo di ricetta sono aumentati del 5%”.

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