Ginecologi, in Italia 111 punti nascita insicuri

Redazione DottNet | 07/12/2015 19:01

Non superano i 500 parti l'anno

 In Italia ''persistono 111 punti nascita sotto il livello standard minimo di 500 parti l'anno, ed è dunque fondamentale garantire la massima sicurezza anche per queste strutture''. Ad affermarlo è il presidente della Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia (SIGO), Paolo Scollo, in occasione della presentazione del 91/mo Congresso nazionale della Società scientifica.

''C'è un comitato che valuta le eventuali richieste di deroga delle regioni per questi centri, ma la nostra posizione - ha sottolineato Scollo - è che tutti i punti nascita aperti, ma sotto lo standard delle 500 nascite, devono comunque essere messi in sicurezza, sia rispetto ai nuovi nati che in relazione al personale e alle apparecchiature''. Secondo gli ultimi dati disponibili, ricordano i ginecologi, nel 2010 si sono registrati nel nostro Paese 503.272 parti di cui 38.692 (7,1%) in reparto materno-infantili che ne svolgono meno di 500 l'anno. L'88,3% dei parti è avvenuto negli Istituti di cura pubblici, l'11,7% nelle case di cura private e solo lo 0,1% altrove. Il 61,9% dei parti si svolge in strutture dove avvengono almeno 1.000 parti annui.

Queste strutture sono 183 e rappresentano il 34,7% dei punti nascita totali. Grandi sono poi le differenze riscontrate a livello regionale. In Valle d'Aosta, Piemonte, Emilia Romagna e Lombardia oltre il 70% dei parti si svolge in punti nascita di grandi dimensioni (almeno 1000 parti annui). Nelle Regioni del Sud, invece, oltre il 40% dei parti si svolge in punti nascita con meno di 1000 parti annui. In particolare, in Basilicata tale percentuale raggiunge il 67% e il 44% dei parti ha luogo in punti nascita con meno di 800 parti annui.

 

fonte: ansa

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