Aifa: se necessario consentiti gli antibiotici in gravidanza

Redazione DottNet | 09/12/2015 11:43

Ma solo per patologie non virali e dietro prescrizione medica

Gli antibiotici non fanno bene, tantomeno in gravidanza. Ma, quando necessario, meglio prenderli piuttosto che mettere a rischio la salute propria e del nascituro. Lo ribadisce l'Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa) che, con l'arrivo del freddo e dei malanni che porta con sé, ricorda che vanno però assunti solo "per patologie non di natura virale, dietro prescrizione del medico e seguendo scrupolosamente dosi e durata della terapia". Continua l'aggiornamento, fa sapere l'agenzia, delle schede tecniche presenti sul sito www.farmaciegravidanza.gov.it, dove future mamme e operatori sanitari possono chiarirsi le idee su quando e quali antibiotici utilizzare nel caso, ad esempio, di patologie quali febbre, malattie croniche intestinali o terapie odontoiatriche.

 

A seguito della revisione di studi ed evidenze scientifiche, infatti, sono state aggiornate le informazioni su antibiotici normalmente usati anche nei nove mesi di gestazione e in allattamento, ovvero acido clavulanico, amoxicillina, ampicillina, azitromicina, clindamicina, claritromicina e eritromicina. In particolare, scrive Aifa, "l'amoxicillina e l'ampicillina sono considerati gli antibiotici di prima scelta in gravidanza, mentre la Clindamicina, indicata ad esempio per il trattamento della Coriamniosite, è da utilizzare qualora la somministrazione di Penicilline, Cefalosporine e Macrolidi non sia efficace, quindi in seconda battuta".

 

fonte: aifa