Conad, monopolio e lobby frenano la crescita del Paese

Farmaci | Redazione DottNet | 10/12/2015 18:33

Da liberalizzazione fascia C risparmi acquisto tra 450 e 890 mln

Nonostante l'apertura dei mercati e l'incentivo alla concorrenza siano autentiche leve di stimolo per il rilancio e la crescita dell'economia, a più di sei anni dall'inizio della recessione l'Italia ha compiuto solo qualche piccolo, timido passo. Tanto che l'annuale indice delle liberalizzazioni dell'Istituto Bruno Leoni colloca l'Italia a metà classifica nel confronto con i Paesi dell'Europa a 28. E' quanto afferma Conad in una nota riferendosi alla possibilità di liberalizzare la vendita dei farmaci di fascia C, in discussione al Senato. La petizione lanciata da Conad - afferma il colosso della Gdo - sta incontrando il consenso dei cittadini: "Un primo blocco di centomila firme sarà consegnato in tempi brevi alla presidenza del Consiglio - puntualizza l'amministratore delegato di Conad Francesco Pugliese -, prima dell'avvio della discussione in Senato. Porteremo comunque avanti il nostro impegno anche in altre, opportune sedi". L'obiettivo è sollecitare il governo a prevedere nel Ddl concorrenza la libera vendita di questi farmaci anche nelle parafarmacie.

L'Antitrust - sottolinea Conad - si è più volte espresso per la liberalizzazione della vendita dei farmaci di fascia C, "una liberalizzazione che potrebbe tradursi in un risparmio annuo per i cittadini compreso tra 450 e 890 milioni di euro (applicando uno sconto tra il 15 e il 30 per cento), considerando che i farmaci di fascia C - con obbligo di ricetta medica (bianca) e non rimborsabili dal SSN - hanno un prezzo medio di 11,8 euro, 3,7 euro più elevato rispetto a quello dei farmaci senza obbligo di ricetta".

La liberalizzazione della fascia C, che rappresenta circa il 16 per cento del mercato farmaceutico, farebbe salire al 30 per cento la quota di mercato aperta alla concorrenza, lasciando comunque alle farmacie l'esclusiva sul restante 70 per cento, prosegue Conad. Dovrebbe invece preoccupare di più i farmacisti - conclude la big della Grande distribuzione - l'ingresso delle società di capitali, rimuovendo l'obbligo della presenza di un farmacista nell'assetto proprietario.

 

fonte: ansa

I Correlati

I Correlati

Widget: 91798 (categoria) non supportato