Arriva il defibrillatore senza fili

Redazione DottNet | 08/01/2009 16:20

radioscopia

E' italiano il primo defibrillatore ''senza fili'', in grado cioè di correggere il battito impazzito del cuore senza la necessità di impiantare cateteri. Il nuovo dispositivo si applica infatti sottopelle e i primi defibrillatori non invasivi sono stati impiantati in 14 pazienti in Italia, Nuova Zelanda e Olanda nella sperimentazione clinica appena partita. Lo studio, che coinvolgerà 320 pazienti in tutto il mondo, dovrebbe concludersi nella seconda metà dell'anno.

Il primo impianto è stato eseguito il 15 dicembre scorso in Nuova Zelanda, nell'ospedale di Auckland, mentre il primo impianto in Europa risale al 17 dicembre scorso ed e' stato eseguito nel policlinico San Donato di Milano dallo stesso ideatore del dispositivo, Riccardo Cappato, direttore del Centro di Aritmologia del policlinico San Donato e presidente della Società Europea di Aritmologia. Sempre a Milano, nei giorni successivi sono stati eseguiti altri due interventi, quindi altri sette ad Auckland e tre in Olanda, nell'università di Rotterdam. ''Tutti i pazienti - dice Cappato - hanno ripreso la loro vita normale e stanno bene. Siamo molto soddisfatti della prova di efficacia di questa nuova tecnologia che ha prodotto risultati positivi in tutti i casi''. Il defibrillatore non invasivo si può impiantare in modo più veloce (10-15 minuti di intervento anzichè i consueti 45-60) e semplice (non sono necessarie apparecchiature di imaging), inoltre si riduce del 90% il rischio di infezioni, emorragie o perforazioni. Elimina anche la necessità di espianto ed è paragonabile ai defibrillatori tradizionali sia nel costo (circa 15.000 euro) che nelle dimensioni (simili a quelle di una saponetta). Il defibrillatore ''dolce'' e' stato ideato da Cappato nel 2000 in collaborazione con il presidente dell'Istituto statunitense di Ricerca cardiovascolare di Seattle, Gust Bardy. Secondo Cappato e' indicato per il 50-60% dei pazienti che devono sottoporsi all'impianto di un defibrillatore e soprattutto per i bambini: ''ogni anno - osserva - in Italia circa 100 piccoli hanno bisogno di un defibrillatore, ma finora i dispositivi erano troppo grandi per loro. Inoltre, con la crescita del bimbo diventava indispensabile cambiare più volte l'elettrodo all'interno del cuore attraverso interventi di espianto e reimpianto che comportavano rischi''. Per adesso, comunque, il nuovo defibrillatore non viene impiantato ai pazienti con fattori di rischio aggiuntivi come obesità o insufficienza renale (pari a circa il 10% dei casi). L'esperto e' convinto che in futuro il dispositivo potrà essere impiantato anche in individui sani di oltre 50 anni per prevenire la morte cardiaca improvvisa. ''Dopo la fase iniziale di sperimentazione - conclude Cappato - lo strumento potrà essere impiantato con una procedura ambulatoriale senza necessità di una guida radioscopica e di sala operatoria''.