La sanità campana sta morendo: sindacati in allarme

Redazione DottNet | 14/12/2015 16:46

«La sanità campana sta morendo». L'allarme di tutti i sindacati che annunciano l'adesione allo sciopero nazionale Mancano gli uomini, le tecnologie e le risorse per garantire l'assistenza. Bruno Zuccarelli (Anaao Assomed) «Da noi chi si vuole curare deve pagare di tasca propria»

«Non possiamo più girarci attorno, i cittadini campani le cure se le devono pagare di tasca propria. Le alternative sono due: essere inseriti in liste d’attesa che durano mesi, o andare al Nord». Bruno Zuccarelli (segretario regionale del sindacato Anaao Assomed) ha spiegato così le motivazioni per le quali in Campania lo sciopero nazionale della sanità del 16 dicembre «ha un valore diverso. Ormai – ha spiegato il leader regionale dell’Anaao – siamo veramente alle battute finali».

Uno sciopero che i medici chiariscono «non bloccherà l’attività dell’emergenza, messo in piedi non per i diritti dei medici ma per il diritto alla salute dei cittadini». Che la situazione sia veramente drammatica lo testimonia la presenza di ventuno sindacati (l’intero comparto della Sanità pubblica e privata) uniti in una sola voce.

Nel corso della conferenza stampa, Zuccarelli ha anche spiegato come da Roma siano arrivate notizie allarmanti circa le annunciate assunzioni, che avrebbero dato un po’ d’ossigeno al sistema campano. «Le ultime notizie secondo cui servirà una legge ad hoc per l’infoltimento degli organici sono scoraggianti – ha detto - dopo lo stop a un emendamento sul tema nella discussione della Legge di Stabilità, vogliono chiudere il SSN. Non abbiamo segnali d’attenzione, come dimostrano i sei mesi impiegati per nominare il nuovo commissario sanitario regionale, Joseph Polimeni, al quale vanno gli auguri di buon mandato». Poi una nota polemica: «Forse la Campania non conta più a livello nazionale?. Al nuovo commissario serviranno mesi solo per potersi orientare in un sistema del tutto nuovo».

Tra gli obiettivi dello sciopero, rivendicare il finanziamento adeguato per la sanità pubblica, una legge organica sulla responsabilità professionale, un piano assunzioni dei medici.

Giuseppe Galano (presidente regionale dell’Aaroi – Emac, il sindacato degli anestesisti) ha spiegato come «per la Campania questo sciopero sia un grido di dolore. Spero che i cittadini si uniscano ai medici contro un piano che sembra fatto per fare il male di tutti».

Luigi Sodano del Sumai ha parlato invece delle strutture territoriali «Strutture – ha piegato - che il più delle volte sono chiuse, non aperte come si dice. Strutture tecnologicamente arretrate, che per questo sono in difficoltà quando si tratta di diagnosi e di cura».

Nel report fatto dai medici ne viene fuori una situazione forse ancor più drammatica di quanto non si credesse. Le strutture ambulatoriali campane sarebbero infatti carenti delle «basilari tecnologie, degli strumenti e del personale; visto che da anni non si procede a concorsi per medici e infermieri. Siamo abbandonati a noi stessi, noi che vorremmo dare risposte immediate ai cittadini».

 

Per Antonio De Falco, segretario regionale Cimo (Confederazione italiana medici ospedalieri) la Campania «soffre più di altre Regioni per il mancato ricambio generazionale e per la pesantezza del Piano di rientro. Serve lo sblocco delle assunzioni, speriamo che i cittadini capiscano e appoggino le motivazioni di questo sciopero».

Nelle 24 ore di sciopero, tra le iniziative messe in campo a livello regionale, l’Anaao Assomed ha consegnato ai propri iscritti che non potranno esimersi dall’essere a lavoro per non causare danni all’assistenza un adesivo da mettere sul camice. «A’ salute è ‘na cosa seria» c’è scritto, per far capire ai pazienti che tutto quello che sta succedendo mette a rischio la possibilità di cure eque e accessibili a tutti. 

I Correlati

I Correlati

Widget: 91798 (categoria) non supportato